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PAOLO & CHIARA E L'INTERPELLANZA DOUBLE FACE


Chiara Appendino, candidata sindaco
Il bando per la carica di Segretario Generale della Fondazione per la Cultura si è chiuso oggi a mezzodì. Sono arrivate soltanto tre candidature. Le buste verranno aperte dall'apposita commissione, che difficilmente si riunirà prima di gennaio. Intanto, però, le voci girano. Vengono dati per sicuri i nomi di due dei tre candidati. 

Due candidati, due storie

Uno dei candidati è il Segretario uscente Angela Larotella. E di lei conosco vita carriera e miracoli. 
Mi ha invece incuriosito il secondo candidato di cui ho appreso l'identità. Si chiama Paolo Giordana.
Paolo Giordana, candidato segretario
Premessa: valga il benefico del dubbio, questa notizia non è ancora ufficiale. È però confermata da più fonti attendibili. Torino è piccola, la gente mormora e a Palazzo Civico lo dicono anche i muri che Giordana ha partecipato al bando. A Palazzo Civico il signor Giordana ci lavora, avendo vinto un regolare concorso: non un bando, bensì un concorso, di quelli con gli esami. No, lo preciso perché c'è qualcuno - anche tra i candidati sindaco - che non sa la differenza.
Ad ogni modo, dato che non l'avevo mai sentito nominare, mi sono informato: e ho appreso che Giordana è approdato all'impiego in Comune dopo alcune esperienze come collaboratore di politici d'opposte sponde. Ha anche lavorato alla campagna elettorale di Fassino. L'altra, però, quella del 2011. Perché poi Giordana ha visto la luce grillina. 

Paolo & Chiara, una coppia affiatata

Mi dicono che adesso il candidato Segretario Paolo Giordana è una sorta di "consigliere culturale" della candidata sindaco Chiara Appendino. I nemici di Appendino dicono pure che è Giordana che le scrive le interpellanze: una diceria davvero malevola. Malevola soprattutto per Giordana, considerata la scarsa qualità di un paio di interpellanze appendinesche (oltre a quella sulla Fondazione per la Cultura, in quanto a minchiate pure l'altra su Barbera non scherzava) che ho sottoposto a factchecking.
Di sicuro, i due condividono una promettente vocazione letteraria: insieme hanno infatti scritto un libro, "La città solidale, per una comunità urbana", che espone il programma elettorale della candidata sindaco Chiara Appendino.

Un'interpellanza "ad personam"?

Queste notizie mi illuminano di nuova luce l'interpellanza "Il Segretario della Fondazione per la Cultura e il nuovo bando (troppo) dettagliato" presentata di recente da Appendino in Consiglio comunale. Io credevo fosse dettata dalla civile pretesa di procedure trasparentissime. Ne avevo benevolmente sottolineato alcune inesattezze, che attribuivo a un eccesso di giovanile entusiasmo. Tipo l'equivoco tra lo status di "dirigente comunale" citato dallo Statuto della Fondazione e richiesto dal bando, e quello di "dipendente comunale" evocato nell'interpellanza. E invece, pensa un po', Paolo Giordana è sì dipendente, ma non dirigente comunale.
Ad ogni modo. Fino a ieri nella mia ingenuità ero convinto che l'interpellanza fosse un siluro (rabberciato un po' alla cdc) contro quello che Appendino sospetta essere un "bando ad personam", modellato sul profilo di Angela Larotella. Sospetto assai lecito.
Ma adesso, dopo aver scoperto l'esistenza del signor Giordana e delle sue aspirazioni, sono costretto io a sospettare che quella di Appendino sia a sua volta una "interpellanza ad personam". Studiata per mettere in difficoltà l'unica pericolosa concorrente di Giordana nella corsa alla poltrona di Segretario della Fondazione per la Cultura.
E' sempre brutto fare il processo alle intenzioni: ma il paladino della legalità e della trasparenza è tenuto a comportamenti al di sopra anche del più tenue sospetto.
Altrimenti finisce come diceva mia nonna, che il più sano ha la rogna.

 A me puzza di papocchio

Se i candidati fossero mille, il sospetto sarebbe meno forte. Ma i candidati sono tre. E se uno dei tre (Giordana) ha una stretta sodale (Appendino) che riveste una carica istituzionale (consigliere comunale) e in quella veste promuove un atto pubblico (interpellanza) tale da creare un clima negativo attorno a un altro dei tre candidati (Larotella) e spianare la strada a un eventuale ricorso... beh, scusatemi, ma è la classica situazione che manderebbe ai matti non soltanto un grillino duro e puro, ma qualsiasi contribuente con un minimo di dignità civica.
Non so se sia una caduta di stile istituzionale: di sicuro, la puzza che manda non è di violetta.

Vecchia Kasta e Nuovi Eroi

O forse sono io che non capisco. Sono fuori dal tempo, ancora memore dei riti della Vecchia Kasta, che prima vinceva le elezioni e poi si premurava di sistemare i suoi cari. I Nuovi Eroi del Palazzo sono veloci e moderni: prima pensano a sistemare i propri cari, e poi eventualmente a vincere le elezioni.

Commenti

  1. Se interessa conosco il nome del candidato numero tre. Ottimo CV ma nessuna protezione politica.
    Non sono io, ovviamente.
    Sante Altizio

    RispondiElimina
  2. Ottimo. Lo scriva subito qui. E grazie per la collaborazione.

    RispondiElimina
  3. Chiedo scusa per il ritardo con il quale le scrivo, ma Natale mi ha fagocitato. Il nome è Elena Carnero, direttore generale della Fondazione Cruto di Piossasco e mente creatrice del Jazz Festival che si tiene nello stesso comune. Classe 66.
    Sante Altizio

    RispondiElimina

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