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BARBERA RESTA AL MUSEO, MA ARRIVA ANCHE IL RAGIUNATT

Alberto Barbera, direttore dimezzato
Alberto Barbera è confermato direttore (ma solo artistico) del Museo del Cinema. Lo ha deciso il comitato di gestione dell'ente, che individuerà per concorso un direttore organizzativo e amministrativo. Il bando si farà nei primi tre mesi del 2016. "Sono particolarmente lieto di continuare la collaborazione col Museo, al quale mi dedico da 13 anni con passione e devozione", commenta Barbera. - Dal momento della sua apertura ad oggi, le attività del Museo si sono sviluppate tantissimo in termini quantitativi e qualitativi, e di molto possono ancora crescere. Da questo momento in poi, potrò concentrare la mia attività sullo sviluppo dei tanti possibili progetti intesi a migliorare l’offerta complessiva del Museo, rafforzandone ulteriormente la dimensione internazionale".
“Sono molto soddisfatto - dice Paolo Damilano, presidente del Museo Nazionale del Cinema - che si possa contare sulla continuità del rapporto con Alberto Barbera, unanimemente riconosciuto come una delle personalità di spicco del mondo del cinema a livello internazionale. Vedo nel direttore amministrativo una figura che possa confermare il buon lavoro fatto fino ad ora e proseguire nel garantire stabilità nell’organizzazione del lavoro”.

Un compromesso inevitabile

E' andata come doveva andare, visti i presupposti. Barbera resta, e il bando non si fa, trattandosi di direttore artistico. Però, per placare i tifosi del bando, il Museo pagherà un altro stipendio a un "direttore amministrativo" (lasciamo perdere l'organizzativo, che non si capisce cos'è).
Si avvera ciò che già un anno fa s'era profilato all'orizzonte, quando il Museo versava in cattive acque economiche. Anche allora si ipotizzò - soprattutto da parte della Regione - di affiancare a Barbera un ragiunatt (pardon, un direttore amministrativo). Poi non se ne fece niente, e con il solo Barbera al timone il Museo è uscito dalla tempesta.
Però quando lorsignori si mettono in testa qualcosa non gliela toglie nessuno, e adesso il ragiunatt arriva a vele spiegate.
Ma almeno si afferma un principio, che spero resti imperituro: i direttori artistici non si scelgono con un bando.
Curioso però: quando in un'istituzione scoppia una crisi, la medicina sovrana è la moltiplicazione dei direttori. Ricordate com'è andata al Regio?
Ed ecco a voi la previsione più cupa. Tempo sei mesi, massimo un anno, Barbera e il ragiunatt si mandano a stendere. Dopodiché Barbera se ne va a Venezia. E noi ci teniamo il  ragiunatt. 

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