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ARTISSIMA PRIVATA. SI', MA PRIVATA DEI CONTRIBUTI

Brainstorming: Filura e Braccia si strologano per uscire dal ginepraio
E' ormai chiaro anche a un cretino che il Comune si è ficcato in un ginepraio senza uscita: le famigerate "linee d'indirizzo alle partecipate civiche in materia di personale" (volute da Fassino e dagli assessori Passoni e Tedesco e approvate con 24 voti favorevoli, 2 astenuti e nessuno contrario) impone una serie di lacci e lacciuoli che adesso rischiano di impoverire le nostre istituzioni culturali privandoci dei servigi di professionalità eccellenti. I casi ultimi sono quelli di Alberto Barbera (resta al Museo con l'escamotage della "direzione artistica", che però ci costa l'assunzione di un ragioniere pomposamente definito "direttore amministrativo) e di Sarah Cosulich, alla quale non è possibile rinnovare l'incarico di direttrice di Artissima per altri tre anni.
Dopo essersi evirati con le proprie mani, adesso i nostri baldi giannizzeri si sono resi conto dell'immane minchiata commessa. Fassino si duole e si pente: ma intanto la legge è fatta, la frittata pure, e più tentano di uscirne, più s'incasinano.
Stamattina, su un giornale, leggo che Braccialarghe per Artissima azzarda una mezza idea. Da come l'ho capita, funzionerebbe così: Artissima è una partecipata di Comune e Regione, accorpata alla Fondazione Torino Musei: quindi è sottoposta alle norme valide per gli enti pubblici e le loro controllate. Ma basterebbe privatizzarla per sottrarla al vincolo della non rinnovabilità dell'incarico, e confermare Cosulich. Proprio come farebbe qualsiasi privato con un dirigente che ha datto ottima prova di sè. Se Artissima fosse una srl potrebbe tenersi Sarah Cosulich anche a vita, se vuole.
Però.
Però mi domando come farebbero Regione e Comune a finanziare un'Artissima privata.
Voglio dire: per quel che ne so, i contributi pubblici non possono andare direttamente ai privati. Semmai alle associazioni. Nessun problema, mi dicono: la privata Artissima srl potrà costituire un'associazione che si occupa degli aspetti culturali della Fiera. A tale associazione (senza scopo di lucro) andranno i contributi degli enti pubblici e della fondazioni bancarie. In effetti, al tempo che fu, prima di essere acquisita da Comune e Regione, Artissima era una società privata del signor Roberto Casiraghi, che dagli enti pubblici riceveva tramite un'associazione ad hoc un sostegno economico per l'attività culturale (non commerciale).

Però.
Però - sempre basandomi sulle mie scarse nozioni - temo che un'associazione, per ricevere i contributi pubblici, debba avere almeno due anni di vita. Di conseguenza, per due anni Artissima dovrebbe sopravvivere senza contributi pubblici.
Quindi morirebbe.
Così la capisco io. Se sbaglio, corrigetemi. E se gli avvocati del Comune scovano il sistema per uscirne, complimenti: a loro Perry Mason gli spiccia casa.

Commenti

  1. e adesso, il bonus track: ti sei mai chiesto se alcuni funzionari o dirigenti, dipendenti comunali, siano in grado di dirigere degnamente TUTTE le attività culturali della città? compresa la FondCultura: ne conosco almeno una decina di funzionari, cresciuti alla scuola Balmas e Perone, cui è stata sbarrata la strada solo perché in possesso di competenze riconosciute, con la sola colpa di esercitare il pensiero critico. Non giriamoci attorno: sciogliamo qualche fondazioncina, risparmiamo e ci togliamo dai guai da soli.

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