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SALONE, LA RIVOLTA DEI PICCOLI METTE ALL'ANGOLO I GHINASSA

Scusate il ritardo: qui al mare il tempo scorre piano e i collegamenti sono lontani e cattivi. 
Allora. Sono arrivate altre due lettere pro-Salone, dopo la petizione di ieri. Le mandano due associazioni di categoria, Fidare e Odei, che riuniscono un gran numero di editori piccoli e medi. Editori anche prestigiosi, che non sembrano per nulla entusiasti dell'alzata d'ingegno di Mondazzoli & Motta, né si direbbe che si sentano rappresentati dal Mottarello quando parla a nome di genrici "editori".
Benché frescheggiante in vacanza, le devo pubblicare, queste lettere: delineano meglio gli schieramenti che vanno formandosi nel mondo dell'editoria italiana (tutta l'editoria, non solo una parte), aspettando la famigerata riunione dell'Aie (un'Aie che appare di ora in ora più debole e divisa). Riunione nella quale gli editori (quelli iscritti all'Aie, va da sé) decideranno se continuare con il Salone a Torino, o farsene uno loro a Milano, come sembra dare per scontato, ad esempio, l'assessore bauscia Del Corno
Ho l'impressione che la situazione stia sfuggendo di mano al Motta. Siamo allo show down, e il Motta rischia di ritrovarsi con due pretoriani grandi e grossi, Mondazzoli e - forse - Mauri-Spagnol, che fanno i ghinassa; però circondato dai piccoli (ma autorevoli) e dai medi (netta presa di posizione pro-Torino di Laterza, per dire uno grossa dello), tutti incazzatissimi. A questo punto ogni scenario diventa possibile. Persino che prevalga la strategia dell'Antonellina che va alla guerra. E che Motta si ritrovi nella sgradevole condizione del gambler a cui non riesce il bluff. O di quello che sputa per aria senza pensare che il lapillo può ricadergli in testa.
Ok, eccovi le lettere; io me ne torno al moletto. C'è un'acqua che non vi dico.

La lettera di Fidare e Cep

A: Sergio Chiamparino – Presidenza Regione Piemonte
     Chiara Appendino – Sindaco di Torino
e p.c Fondazione per il libro
Torino, 21 Luglio 2016
OGGETTO: Sostegno al Salone del Libro  di Torino
Con riferimento alle tristemente note vicende dei giorni scorsi, desideriamo esprimere il nostro sostegno affinché la nostra città mantenga il Salone del Libro. 
Questa manifestazione, che da 30 anni dà lustro a Torino e la presenta come una delle vetrine più quotate al mondo nel settore editoriale, è senza dubbio uno degli appuntamenti più sentiti e attesi dalla cittadinanza.
I benefici riflessi economici sull’intero indotto e sulle capacità ricettive della città sono sperimentati da tempo e si confermano di anno in anno. Siamo convinti che il territorio non meriti, dopo anni di crisi, di perdere anche questo evento di risonanza internazionale.
A questo proposito intendiamo altresì sottolineare la nostra disponibilità a fornire idee e suggerimenti per la migliore organizzazione e gestione dell’evento.
Nel contempo desideriamo anche rimarcare la straordinaria possibilità offerta dal Salone nella promozione della lettura. Quest’ultimo aspetto potrebbe di certo essere potenziato, soprattutto a favore dei lettori più giovani attraverso un lavoro pianificato nelle scuole che copra l’intero anno scolastico e non soltanto i cinque giorni della fiera. Vengono in mente a questo proposito esperienze assolutamente eccellenti in campo internazionale.
Confidiamo che sia fatto ogni sforzo affinché Torino non soltanto custodisca il suo Salone, ma inneschi un circolo virtuoso di efficace educazione alla lettura, nel tracciato storico che vede la nostra città tra le più attive nell’investimento in cultura.
Rimaniamo naturalmente a disposizione per un incontro nei tempi e nelle modalità che riterrete opportune.
Cordiali  saluti
Anita Molino-presidente FIDARE, 
federazione italiana editori indipendenti (120 editori associati)
Gianpaolo Verga-presidente CEP,
comitato editori Piemonte (20 editori associati)

La lettera di Odei

In riferimento alle prese di posizione di questi giorni sul Salone Internazionale del Libro di Torino, l’Odei (Osservatorio degli editori indipendenti) esprime preoccupazione sull’eventualità di un suo spostamento da Torino a Milano, raccogliendo gli umori di una vasta area di case editrici piccole, medie e grandi. Non è da oggi che si conoscono le difficoltà in cui si trova l’organizzazione del Salone del Libro, ma va anche preso in considerazione il suo grande valore di evento culturale internazionale al quale pensiamo sia sbagliato rinunciare e sradicare dalle sue origini. Torino ha da sempre accolto questo evento con grande spirito di ospitalità e l’organizzazione del Salone ha mostrato di saper ascoltare e dialogare con le varie anime del mondo dell’editoria. Manifestiamo di conseguenza il nostro vivo desiderio che le prossime edizioni del Salone possano ancora avere come palcoscenico la città di Torino, sempre chiaramente che ne esistano le condizioni. Odei, che da sempre si è contraddistinta per trasparenza e apertura al dialogo, ritiene che le decisioni sull’evento più importante a livello nazionale del mondo dell’editoria e tra i più importanti appuntamenti culturali dell’anno in Italia, debbano essere prese consultando un’ampia platea di editori, protagonisti fondamentali del Salone. Odei in questi ultimi anni, tra le sue attività dedicate alla promozione della lettura e del libro e alla difesa del pluralismo editoriale, ha organizzato a Milano Book Pride, la fiera degli editori indipendenti, che si pone come terzo evento fieristico editoriale in Italia per numero di visitatori, diventando in soltanto due edizioni un appuntamento irrinunciabile per la città di Milano, città che in questi ultimi anni ha mostrato un’anima particolarmente attenta verso la lettura e i progetti culturali legati al mondo dell’editoria indipendente. Per questo siamo fiduciosi che, a proposito delle voci di un eventuale spostamento del Salone da Torino a Milano, le istituzioni milanesi, con cui gli editori indipendenti hanno lavorato e lavorano in piena collaborazione, facciano le loro scelte in linea con le politiche per cui si sono contraddistinte in campo culturale in questi ultimi anni. Infatti, l’esperienza di Book Pride, fiera autofinanziata e autogestita dagli editori, ha dimostrato in piena trasparenza la possibilità di un nuovo modello di partecipazione, che è stato ampiamente premiato dal pubblico e in cui il Comune di Milano ha creduto, e pensiamo che le esperienze innovative di Book City e di Book Pride, fiori all’occhiello della programmazione culturale della città di Milano, siano fondamentali a livello di esperienza e di competenze qualsiasi siano le scelte che verranno fatte.
In un momento di perdurante difficoltà della filiera editoriale, non crediamo sia il caso di dare vita a competizioni probabilmente dannose fra manifestazioni che già da anni si sono radicate in città diverse. Soprattutto, restiamo convinti dell’importanza di dar voce a quanti più
editori possibili.
Consiglio direttivo ODEI

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