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Ardimentosa spedizione del ministro alla scoperta dei musei torinesi |
"L’inserimento dei Musei Reali di Torino tra quelli di prima fascia è un risultato importante per cui ringrazio il governo e in particolare il ministro Sangiuliano. Il confronto su questo tema era iniziato in occasione della visita del ministro a Torino per l’apertura del Salone del Libro, quando il responsabile del dicastero della Cultura aveva avuto la possibilità di visitare i nostri musei e apprezzarne il valore" (Alberto Cirio, commentando la decisione del governo di passare i Musei Reali tra gli istituti di livello dirigenziale generale di prima fascia, e di riconoscere l'autonomia alle Residenze Reali).
Cioè, Alberto, fammi capire: stai dicendo che il ministro della Cultura della Repubblica Italiana è dovuto arrivare alla verde età di sessantadue anni per "aver la possibilità di visitare i nostri musei e apprezzarne il valore"? Cazzo gli è successo, nei 61 anni precedenti? Non è mai venuto a Torino? Oppure è venuto ma manco pu'cazzo gli passava per l'anticamera del cervelletto di visitare i musei? Uno che adesso hanno messo a fare il ministro della Cultura piuttosto che i musei preferiva visitare Mulassano e Gobino? O sarà mica che i musei di Torino sono pieni di stalinisti col colbacco, che appena avvistavano il Sangiu schieravano drappelli di guide turistiche in uniforme cosacca per impedirgli l'accesso? Ma se anche fosse, mi vuoi dire che uno in grado di votare un libro solo guardando la copertina non è capace di valutare un museo dalla facciata?
Comunque buon per la Pagella (e per chi le succederà alla direzione dei Musei Reali), se diventare "ufficio dirigenziale di prima fascia" le frutterà almeno - come sarebbe giusto - un aumento di stipendio.
Mi spaventa invece la parola "autonomia" per le Residenze Reali, considerato il concetto di "autonomia" sciorinato da Sangiu & Co nelle nomine al Salone del Libro, al Tff, al Centro del restauro. O anche, allargando lo sguardo fin nella capitale, al Centro sperimentale di cinematografia.
Avranno, le Residenze, l'autonomia di liberamente scegliere se il prossimo direttore della Reggia dovrà essere (tertium non datur, trad. "o così o pomì") un avanzo di sacrestia oppure un avvocaticchio col busto del Mascellone in ufficio.
Ma poi, in fondo, a me chemmenefotte? Roba loro, cazzi loro. Dalla casa sulla scogliera è tutto, passo e chiudo.
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