Passa ai contenuti principali

FASSINO A CLUB TO CLUB: "FIDATEVI DELLA FONDAZIONE CULTURA"

Sergio Ricciardone di Club to Club: "Ehi raga, che dite? Ci fidiamo?
Promessa mantenuta. Ieri pomeriggio Fassino ha ricevuto nel suo ufficio Sergio Ricciardone e Roberto Spallacci di X-Plosiva, l'associazione che organizza Club to Club. Tema dell'incontro: il Comune può e vuole dare al Festival un appoggio più serio dei ventimila euro dell'attuale finanziamento?
Club to Club quest'anno ha toccato un punto di non ritorno: per valore artistico, risposta del pubblico, e visibilità internazionale. Per continuare a crescere, o almeno mantenersi a questi livelli, servono più risorse. Altrimenti la scelta sarà fra decadere lentamente, o chiudere i battenti al colmo della gloria. Ricciardone e soci, nel caso, hanno già scelto: morte gloriosa. Club to Club non si fa più, grazie e addio.

Club to Club scopre un nuovo fan

L'incontro è durato dieci minuti. Il sindaco ha premesso: "So già tutto del vostro Festival, a parer mio merita di crescere, non di essere ridimensionato: va considerato come uno dei grandi eventi di Torino". Fa piacere che se ne sia accorto pure Fassino, dopo il canaio suscitato dalla minaccia di Ricciardone e Spallacci in Commissione cultura di farla finita con il Festival, vista l'indifferenza delle istituzioni.  L'altra notte, sul suo account twitter, Filura o chi per esso ha persino cinguettato "Grande successo di Club to Club, la contemporaneità nella creatività musicale". E l'endorsement per Club to Club della futura avversaria Chiara Appendino deve avergli messo il pepe al culo.

La promessa: vi troviamo gli sponsor

In concreto, però, non c'è trippa per gatti: ovviamente non per coprire i quarantamila euro extra budget spesi quest'anno da Club to Club per allestimenti all'altezza dell'evento (li sborseranno i soci di X-Plosiva di tasca propria); ma neppure per l'anno prossimo. Fassino dice chiaro che il contributo del Comune potrebbe pure aumentare, ma di poco. In compenso si è impegnato a "reperire sposor importanti tramite la Fondazione per la Cultura". E in base a questo solenne impegno ha invitato quelli di Club to Club ad andare avanti, e a non lasciar morire il Festival.
Ora. Quelli di Club to Club non stanno a giocare: per mettere in piedi Club to Club 2016 devono cominciare a lavorarci ora, e avere tutte le conferme del piano economico entro gennaio-febbraio, per firmare i contratti con la certezza di avere i soldi per onorarli. Se sforano un'altra volta, la società va a rotoli. Quindi devono decidere se fidarsi dell'impegno di Fassino. Impegno basato sul presupposto che la Fondazione per la Cultura sia in grado di trovare uno sponsor importante - e garantito - entro tre, massimo quattro mesi.  E di non ritrovarsi a maggio - o, perché no?, a ottobre - per scoprire che abbiamo scherzato, e lo sponsor non c'è. 
Tenete conto che a Club to Club, per trovare sponsor sono dei professionisti: quest'anno avevano nomi come Absolut, mica la pizzeria da Ciro. Quindi, la Fondazione per la Cultura dovrebbe arrivare là dove osano le aquile, e non possono osare quelli di Club to Club. Piuttosto in alto, direi.

Ma la Fondazione per la Cultura può farcela?

Quelli di Club to Club sono quindi chiamati a un atto di fede, cioè a riporre un'enorme fiducia nelle capacità della Fondazione per la Cultura di reperire sponsor. Perché se all'ultimo lo sponsor non arriva, e loro ci hanno fatto conto, e hanno firmato contratti dando per certi i soldi dello sponsor, beh, gli ufficiali giudiziari non gli lasciano neanche gli occhi per piangere.
E' pur vero che Fassino s'è impegnato, e Fassino è uomo d'onore e rispetta gli impegni. Soprattutto sotto elezioni.
Ed è anche vero che Club to Club ha le carte in regola per piacere agli sponsor, non è una stramberia senza capo né coda, e ammetto che in casi simili la Fondazione per la Cultura ce la può fare.
Ma niente è garantito, e ci sono precedenti inquietanti 

Fidarsi o non fidarsi? Dieci giorni per decidere

Adesso Sergio Ricciardone e i suoi soci sono davanti alla scelta della vita.
O si fidano di Fassino e delle capacità di fund raising della Fondazione per la Cultura, e preparano un Club to Club 2016 forte almeno come quello appena concluso.
Oppure non si fidano, annunciano la morte di Club to Club e si dedicano a nuovi progetti.
I nostri eroi si sono presi una decina di giorni per pensarci su, prima di decidere.
Non domandatemi che cosa farei io. Provate a indovinare.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...