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A NORDOVEST SI FANNO IL LORO STABILE

Verso lo Stabile di Nordovest: Paolo Stratta, direttore di Cirko Vertigo, e Paolo Binda, assessore alla Cultura di Grugliasco
A Nordovest sta nascendo un nuovo Teatro Stabile. Chiotto chiotto, senza che quasi nessuno se ne accorga. Eppure il progetto c'è, è avviato, ed è condiviso da alcune amministrazioni dei comuni della cintura per l'appunto a Nordovest di Torino. Se n'è parlato oggi durante la presentazione della stagione del Teatro Le Serre, la tensostruttura nell'omonimo parco di Grugliasco. Una stagione quest'anno "unitaria": mette infatti insieme il cartellone di Cirko Vertigo con quello curato direttamente dal Comune. Il programma comprende prosa, cabaret, danza e circo contemporaneo, e si apre sabato 14 novembre con lo spettacolo "Cabaret Yiddish" di e con Moni Ovadia.

Verso il "sistema"

L'unione dei due cartelloni è il primo passo verso una prospettiva molto più ambiziosa, ha detto l'assessore alla Cultura del Comune di Grugliasco, Paolo Binda. L'idea è di "fare sistema" con altri spazi teatrali e altre compagnie della zona, a cominciare da Viartisti, che ha come sede il teatro Perempruner, sempre a Grugliasco, al momento chiuso per lavori di ristrutturazione. Ma secondo Binda la "rete teatrale" di Nordovest potrà coinvolgere ad esempio la Lavanderia a Vapore di Collegno, la Maison Musique di Rivoli, e Venaria, dove oltre al teatro Concordia anche la Reggia ha già buon curriculum come sede teatrale.
Paolo Cantù è il direttore di Piemonte dal Vivo

Interessi di bottega

Il primo ad avere l'idea dello "Stabile di Nordovest" è stato Mirco Repetto del Concordia di Venaria. Il progetto, come spesso accade, ha spaventato quanti temono che possa ledere i piccoli interessi di bottega, ma ha trovato un convinto sostenitore nel direttore della fondazione Piemonte dal Vivo, Paolo Cantù.
Secondo l'assessore Binda l'unificazione di servizi e biglietterie sarà un punto di partenza, per arrivare - si spera - a "un teatro con un'unica programmazione artistica distribuita nelle diverse sale sul territorio, come accade anche allo Stabile di Torino".
Binda ricorda che il "Teatro Stabile del Nordovest" servirebbe un'area con almeno 250 mila residenti; ma ammette che non è facile superare i campanilismi. "Siamo tutti d'accordo - dice - ma è normale che al momento buono ciascuno pensi a tutelare la propria identità...". Per evitare di ritrovarsi a discutere per i prossimi trent'anni, il progetto sarà coordinato dalla Regione, tramite Piemonte dal Vivo.

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