Passa ai contenuti principali

RIAPRE IL MUSEO REGIONALE DI PERCULATE NATURALI

Ma che te tagli? Tanto rumore per poca sostanza

“Oggi riapriamo finalmente uno dei luoghi più amati dai piemontesi. Siamo orgogliosi dei risultati, il 2024 è l’anno della rinascita del Museo Regionale di Scienze Naturali che torna a essere fruibile per cittadini, turisti, scuole e associazioni”.
Non t'allargare, Alberto: chi si loda s'imbroda. Se non riportasse alla memoria ricordi sgraditi all'anima centrodestrista, la dichiarazione corretta a proposito dell'asserita "riapertura" del Museo Regionale di Scienze Naturali sarebbe piuttosto "ce n'est qu'un début, continuons le combat". 
Ieri il Museo non è stato "riaperto": semplicemente (e lo racconto, con sapidi dettagli, nell'articolo di oggi sul Corriere) s'è trattato di una paraculata pre-elettorale, per cui sono state inaugurate - con gran tagliamento di nastri e tour d'elefanti - tre sale di quello che, chissà quando, sarà il rinnovato Museo Regionale di Scienze Naturali. Tre sale, duemila metri quadrati sugli ottomila totali del complesso chiuso dal 2013. 
Ora: riconosco volentieri a Cirio & Co l'innegabile merito di essersi dati una smossa. Apprezzo il pur minimale risultato conseguito. Comprendo persino - pur con fastidio - l'impellenza delle urne che suggerisce fanfaronate acchiappavoti. Ma (lo dico da contribuente incazzato con tutti coloro che nell'ultimo decennio hanno governato il Piemonte) ho il sacrosanto diritto di pretendere ben di più, trascorsi dieci anni cinque mesi e nove giorni (e fiumi di parole che neanche i Jalisse) dall'esplosione del 3 agosto 2013. Sentirmi raccontare che il Museo "torna fruibile" perché sono riusciti a ristrutturare duemila metri quadrati su ottomila non mi consola: mi fa sentire perculato, e basta. 
La domanda sorge spontanea: m'avete preso per coglione? Come fate a straparlare di "riapertura" mentre da una porticina socchiusa posso contemplare la desolante realtà (vedi foto) del cantiere infinito?
Piuttosto, si accettano scommesse su quando riapriranno i seimila metri quadrati che mancano all'appello. Lorsignori annunciano nuovi cantieri (e nuove spese) con una data finale, il 2030, a dir poco formidabile: ammesso e non concesso che riescano a rispettare la scadenza (e i precedenti mi dicono che non ci riusciranno), arriveremmo così a 17 anni per riaprire sul serio l'intero Museo. Ma vi pare normale?
P.S. Ricordo sommessamente che i lavori per costruire la Tour Eiffel durarono due anni due mesi e cinque giorni, per il Colosseo bastarono 5 anni, per scavare il canale di Panama di anni ne servirono 7, per il canale di Suez dieci; dieci anni anche per costruire la Grande Muraglia Cinese. Secondo Plinio la piramide di Cheope fu eretta in vent'anni. Quindi il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, al minimo intoppo, potrà battere pure la piramide di Cheope. Ma si può fare anche meglio: il Museo di Antropologia e Etnografia dell'Università è chiuso "per riallestimento" da quarant'anni.

Commenti

  1. Bravo Gabriele.Aggiungerei che il mitico Costantino Rozzi fece in 3 mesi il nuovo stadio di Ascoli completo di servizi e pronto per il campionato di A che la squadra andava ad affrontare

    RispondiElimina
  2. Un paese desolato e desolante. Passo davanti al museo regolarmente e mi chiedevo cosa stesse succedendo all’interno da 10 anni. La risposta e’ ‘ben poco’. L’unica possibilita’ per cambiare un poco le cose e’ imporre trasparenza totale su tutti i lavori pubblici o di pubblica rilevanza. Ma non succedera’ mai.. In compenso il resto dell’occidente si sta allineando agli standard italiani, basta vedere i tempi dell’aeroporto di Berlino, i problemi di sicurezza di Boeing, o la situazione delle acque reflue in UK..

    RispondiElimina
  3. Ma dai quella è una installazione culturale non lavori in corso.

    RispondiElimina
  4. Ma in questa città c'è qualcuno che sappia fare veramente il suo lavoro? Perchè fino ad oggi abbiamo visto solo dei parcheggiati ben stipendiati......

    RispondiElimina
  5. Vivo in Francia, e non mi sento di confrontare la ricostruzione della cattedrale di Notre Dame con questo museo (i fondi stanziati e soprattutto la volonta' di fare sono diversi...). Pero' e' uno scandalo, di cui tutti i politici torinesi si dovrebbero solamente vergognare, e sicuramente nessuno puo' gloriarsene!

    RispondiElimina
  6. Scienze Naurali ed Etnografia sono per caso in competizione con quello di Artiglieria su chi arriverà terzo?

    RispondiElimina
  7. Grande Gabo… tutto bene ma… che te frega di un museo nel quale non sei mai entrato? 😂

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentile Anonimo, purtroppo - per ragioni anagrafiche - in passato ho potuto più volte entrare in quel museo, quand'era visitabile. Addirittura (pensi un po') da ragazzo, e dunque in era preistorica, mi capitò di dare un piccolissimo aiuto - come superfluo volontario, s'intende - in un remotissimo tentativo di riordino delle collezioni. La sua domanda è pertanto stravagante. Chissà perché tanti ignorano l'insegnamento del grande Ludwig (Wittgenstein, non Beethoven...).

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...