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LA PROMESSA DEL MAGNIFICO

Fuori dal deposito: lo Zemi a Venaria

Ripubblico qui l'articolo uscito qualche giorno fa sul Corriere e non reperibile on line:

Entro quattro anni riaprirà il decano dei musei invisibili di Torino, il Museo Universitario di Antropologia ed Etnografia chiuso per inagibilità dal 1984. Parola del Magnifico Rettore Stefano Geuna. Registro tale solenne impegno a margine della presentazione, ieri mattina alla Venaria, di “Il Mondo in una stanza”, piccolissima mostra che espone, con una manciata di altri reperti precolombiani e africani, il celebre “idolo Zemi” che di solito giace sepolto nei depositi del Museo di Antropologia, e che qualche mese fa è stato oggetto di una contesa con la Repubblica Dominicana che ne reclamava la restituzione. Ora la diplomazia universitaria tenta di appianare il dissidio con ampie rassicurazioni di collaborazione culturale con Santo Domingo, e con il contentino di questa mostra tascabile, preludio di un prestito che riporterà lo Zemi nell'isola caraibica per un'esposizione: provvisoria, s'intende, e con restituzione garantita.
Il Magnifico Rettore Stefano Geuna
Ieri alla presentazione c'era un ampio e qualificato schieramento di alti papaveri universitari, Magnifico in testa: occasione propizia per chiedere notizie del desaparecido Museo di Antropologia. Geuna il Magnifico a domanda risponde con un impegno solenne: “Il programma – dice – è di ridare entro tempi ragionevoli una casa adeguata a tutte le collezioni universitarie”. In effetti neppure l'Archivio Scentifico e Tecnologico è visitabile, mentre le collezioni zoologiche e mineralogiche condividono il mesto destino di chiusura del Museo Regionale di Scienze Naturali, al quale furono malauguratamente affidate.
Ma cosa mai intende Geuna per “tempi ragionevoli”? Il Magnifico non si sottrae: “Lavorando fin da subito conto di riuscirci nell'arco del mio mandato”, afferma.
Quattro anni, dunque. Lo prendo in parola, e guardo speranzoso al 2025.

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