Passa ai contenuti principali

L'ANNO D'ORO DELLO STABILE

Ricevo e volentieri pubblico:

Nel 2024 il Teatro Stabile ha registrato nuovamente traguardi molto significativi: ai diversi riconoscimenti artistici, e non solo, sono corrisposte prestazioni mai raggiunte sul fronte della produttività, della partecipazione del pubblico e dei ricavi da bigliettazione. La progressione è ancor più significativa considerando che già il 2023 in molti casi aveva raggiunto valori superiori a quelli del 2019: lo Stabile mette dunque a registro nel 2024 i risultati migliori della sua storia per alzate di sipario, recite prodotte e coprodotte, presenze complessive e incassi al botteghino.

Traguardi che offrono uno slancio promettente al lavoro della rinnovata squadra di artisti, che, oltre a Valerio Binasco, ha visto Leonardo Lidi assumere il ruolo di regista residente e di direttore della Scuola per Attori, e tra gli associati vede affiancarsi Liv Ferracchiati e Silvia Gribaudi a Kriszta Székely.

Il 2024 è stato un anno importante anche per l’impegno profuso sul fronte della sostenibilità declinata in ambito sociale, sul fronte ambientale ed energetico e infine economico, tantoché sulla base dei dati consuntivi il Teatro si accinge a pubblicare nei prossimi mesi il suo primo bilancio di sostenibilità che evidenzierà le strategie e gli obiettivi raggiunti nell’applicazione dei parametri ESG.


«L’ampiezza dell’offerta, la differenziazione del pubblico, l’accessibilità delle nostre attività e la qualità artistica delle produzioni confermano la rilevanza pubblica delle nostre funzioni – dichiara il Presidente Alessandro Bianchi. Nell’anno che va chiudendosi, lo Stabile ha saputo migliorare ulteriormente il proprio posizionamento, implementando tra l’altro la sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Oggi – prosegue Bianchi – la sostenibilità è parte integrante della qualità gestionale complessiva e rappresenta un fattore necessario per competere con successo, tutelando l’alta reputazione del marchio e rispondendo adeguatamente alle responsabilità sociali della nostra attività istituzionale verso il territorio, verso tutti i portatori di interesse e, in generale, verso le comunità per le quali operiamo».

Produzione e programmazione. Nel 2024 le alzate di sipario in sede e in tournée, tra spettacoli di prosa e danza, prodotti e ospitati, sono state n. 853, un record storico, ancora in aumento rispetto al 2023: oggi siamo a +16% rispetto al periodo prepandemico. Le sole recite di produzione sono state n. 591 – anche in questo caso un dato mai raggiunto prima – con un notevole impatto sull’occupazione degli artisti e delle maestranze. Le recite in sede sono state n. 735, di cui n. 701 di prosa e n. 34 di danza, mentre in tournée il sipario si è alzato n. 118 volte.

Ricavi dalle vendite e dalle prestazioni, fatturato e incassi al botteghino. Tra botteghino e fatturato per la vendita dei propri spettacoli ad altri teatri e festival e rientri da coproduzione lo Stabile ha incassato 4.539.797 euro, registrando per la prima volta ricavi da botteghino per gli spettacoli in sede superiori ai 3 milioni di euro (+5% rispetto al 2023 e +18% sul 2019).

Spettatori e abbonati. In merito alle presenze agli spettacoli prodotti e ospitati dal TST, in sede e in tournée, nel 2024 sono state complessivamente n. 249.188, con un lieve incremento rispetto al 2023. In dettaglio, nel 2024 gli spettatori in sede ad oggi, dieci giorni prima della chiusura dell’anno, sono stati n. 180.121 e quelli in tournée n. 69.067. Da rilevare inoltre che il 27% circa delle presenze totali è costituito da spettatori under 35. A campagna abbonamenti ancora in corso, gli abbonamenti della stagione 2024/2025 sono oltre 17.000, di cui il 40% acquistati da spettatori under 35.

«I numeri del 2024 raccontano un teatro in grande salute, che produce molto e garantisce occupazione qualificata anche giovanile, che coltiva il ricambio generazionale del pubblico, che abbatte le barriere d’accesso, che ricerca uno sviluppo sostenibile senza rinunciare ad una forte identità artistica all’insegna del rischio culturale – dichiara il Direttore Filippo Fonsatti. Il merito di questi risultati va senz’altro riconosciuto all’efficienza e alla passione dello staff del Teatro e al talento di tutti gli artisti che hanno scelto di condividere questo progetto».

Premi e riconoscimenti artistici. Anche nel 2024 le produzioni e gli artisti del Teatro Stabile sono stati insigniti dei principali premi del nostro settore: Premio Internazionale Flaiano a Leonardo Lidi per la miglior regia teatrale di Zio Vanja di Anton Èechov; Premio ANCT a Giuliana De Sio per le sue interpretazioni di Cose che so essere vere di Andrew Bovell e di Agosto a Osage County di Tracy Letts; Premio Le Maschere del Teatro Italiano a Manuela Mandracchia come migliore attrice non protagonista sempre per Agosto a Osage County; Premio Ubu per i migliori costumi ad Aurora Damanti per il Progetto Èechov diretto da Lidi. Si segnala inoltre la Menzione “Idee dalle istituzioni culturali” per l’attività a favore dello sviluppo del rapporto tra cultura e salute, assegnata da Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di Well Imp[act]. (teatrostabiletorino.it/palmares/).

Dichiara il Direttore artistico Valerio Binasco: «Sintetizzare l’attività di un anno in pochi dati suona sempre un po’ riduttivo perché si ha la sensazione che i numeri non riescano a restituire completamente l’anima di tutto ciò che è stato fatto, dal primo sipario all’ultimo applauso. È una sintesi necessaria, ma è per me davvero importante sottolineare quanto siano forti e appassionate le correnti che scorrono nelle vene dei nostri teatri, degli artisti con i quali abbiamo scelto di collaborare e di tutti coloro che lavorano dietro le quinte. Poi, è naturale: alla fine di una corsa c’è sempre un cronometro che traduce sudore e passione in numeri, ma l’orgoglio più grande, il piacere più intenso, restano per me il gioco di squadra, gli allenamenti e i gesti atletici e che li precedono».

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...