Non ho potuto, ieri, andare alla Reggia di Venaria per l'inaugurazione della mostra "Magnifiche collezioni. Arte e potere nella Genova dei Dogi" realizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in collaborazione con i Musei Nazionali di Genova – Palazzo Spinola e Galleria Nazionale della Liguria. Mi sono quindi perso l'imprescindibile intervento in streaming del mitico Federico Mollicone, il presidente della Commissione cultura della Camera, che di sicuro mi avrebbe dato grandi soddisfazioni. Ma parlando di cose serie, non mancherò di visitare la mostra, che resterà aperta fino al 7 settembre: mi dicono che l'allestimento è molto bello, e comunque il menù è allettante: quadri di Rubens (nella foto il suo "Ercole nel giardino delle Esperidi", peraltro proveniente dalla nostra Galleria Sabauda), Van Dyck, Orazio Gentileschi, Guido Reni, Luca Giordano, Grechetto e via dicendo, e poi sculture, argenti e arredi del Sei e Settecento provenienti dalle raccolte d’arte di importanti famiglie del patriziato genovese. A gusto mio, il meglio del meglio.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

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