Non ho potuto, ieri, andare alla Reggia di Venaria per l'inaugurazione della mostra "Magnifiche collezioni. Arte e potere nella Genova dei Dogi" realizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in collaborazione con i Musei Nazionali di Genova – Palazzo Spinola e Galleria Nazionale della Liguria. Mi sono quindi perso l'imprescindibile intervento in streaming del mitico Federico Mollicone, il presidente della Commissione cultura della Camera, che di sicuro mi avrebbe dato grandi soddisfazioni. Ma parlando di cose serie, non mancherò di visitare la mostra, che resterà aperta fino al 7 settembre: mi dicono che l'allestimento è molto bello, e comunque il menù è allettante: quadri di Rubens (nella foto il suo "Ercole nel giardino delle Esperidi", peraltro proveniente dalla nostra Galleria Sabauda), Van Dyck, Orazio Gentileschi, Guido Reni, Luca Giordano, Grechetto e via dicendo, e poi sculture, argenti e arredi del Sei e Settecento provenienti dalle raccolte d’arte di importanti famiglie del patriziato genovese. A gusto mio, il meglio del meglio.
Come eravamo. E' il 2002, Patrizia Sandretto inaugura la sede torinese della Fondazione in via Modane, affiancata da Enzo Ghigo, oggi presidente del Museo del Cinema e all'epoca presidente della Regione, e dal Chiampa, allora sindaco di Torino. Alle loro spalle riconosco Vittorio Sgarbi, il marito di Patrizia Agostino Re Rebaudengo, e l'allora vicario vescovile ed ex direttore della "Voce del Popolo" monsignor Franco Peradotto, oggi scomparso Oggi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo compie venticinque anni. Nel tempo normale, il tempo di prima che abbiamo perduto, sarebbe l'occasione delle celebrazioni di rito, del "sembra ieri", e di quant'altro si conviene a ricorrenze significative per la vita culturale della città. Oggi niente di ciò è possibile. Con adeguato understatement, Patrizia Sandretto per ricordare l'anniversario si è limitata a inviare una lettera che a me è piaciuta, e che quindi pubblico integralmente. Care e cari t...

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