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Nell'angolo: Sarah Cosulich intervistata da Simonetta Rho di Tgr Piemonte |
La prima è presto detta. A quanto pare Enrica Pagella non lascerà (almeno a breve) la direzione di Palazzo Madama per trasferirsi all'Accademia Carrara di Bergamo. A Natale sembrava cosa fatta. Ma lei, a onor del vero, ha sempre smentito. A questo punto prendo atto con soddisfazione di aver sbagliato. Ci teniamo una persona di valore. Dio sa quanto ne abbiamo bisogno.
Il mistero della scomparsa di Artissima
La seconda smentita riguarda Artissima e richiede un discorso un po' più complesso. Anche perché si tratta di smentire un'ipotesi con un'altra ipotesi. Ma io adoro le ipotesi. Quando le faccio io.Andiamo con ordine. Vi ho più volte parlato della mostra "Tutttovero" curata da Francesco Bonami che si terrà dal 25 aprile al Castello di Rivoli, alla Gam e alle fondazioni Sandretto e Merz.
Ricordate? Ad un certo momento dai partner della mostra bonamiana è scomparsa Artissima, che in una prima fase era invece ben presente. Anzi, la mostra nasceva proprio come evento espositivo della Fiera, in linea con l'idea di "One Torino", il "museo diffuso" tanto caro alla direttrice di Artissima Sarah Cosulich. Insomma, per Artissima "Tutttovero" doveva essere nel 2015 l'equivalente di "Shit and Die" nel 2014. Invece niente. La mostra di Bonami si fa, però Artissima non è della partita. La cosa in sé mi aveva incuriosito, e raccogliendo certe voci che girano in città l'avevo attribuita a un rapporto non idilliaco fra Sarah Cosulich e la potente Signora dell'Arte Torinese Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Insinuavo (e quando Gabo insinua, è un insinuone no limits): le due non si chiappano, e Patrizietta ha posto il veto.
La nuova strategia: più commerciale, meno curatoriale
Ingenerosa illazione: faccio ammenda. Magari le due sono in freddo (io penso di sì), ma se pure così fosse non c'entrerebbe nulla - beh, per non sbagliare diciamo che c'entrerebbe poco - con la scomparsa di Artissima dal progetto "Tutttovero". Oggi ho motivo di credere che la decisione di chiamarsi fuori sia arrivata da Artissima stessa: o meglio, dalla Fondazione Torino Musei da cui Artissima dipende.Spiego (bel tipo di Brunetta che sto diventando...).
In questo periodo alla Fondazione Musei fervono le ristrutturazioni: materiali (il Mao), organizzative (l'annessione del Castello di Rivoli) e non so (biblioteca Gam). Con un occhio all'efficienza e l'altro al borsellino.
Nulla di strano quindi se ai piani alti della Fondazione si ragiona pure su ruolo e vocazione ("mission") della fiera diretta da Sarah Cosulich. Puntare soltanto (o soprattutto) sul lato commerciale, riducendo (o annullando, non so bene) l'impegno nella produzione di mostre, sarebbe una scelta magari opinabile, ma non scandalosa. Intanto si risparmierebbe sul budget; e poi si rafforzerebbe la natura originaria di Artissima, che nasce come fiera commerciale, dove si vende e si compra arte contemporanea. L'aspetto "curatoriale" è venuto in seguito.
La scomparsa di One Torino
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Patrizia Asproni |
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Patrizia Sandretto |
Come la prenderà Sarah?
Questo, immagino, addolorerà assai la Cosulich. La produzione di mostre è forse l'aspetto di Artissima che le sta più a cuore. Lei di formazione è una curatrice, in quel senso ha grandi aspirazioni; ed è convinta che una grande mostra "Fair specific" (visto che inglese?) serva anche ad attrarre i collezionisti stranieri. Che poi, si spera, magari comperano.Nulla è ancora ufficiale, però. E onestamente non saprei dirvi di più. Mio dovere era precisare che, a quanto oggi riesco a capire, l'uscita di Artissima da "Tutttovero" non dipende da Patrizietta. Semmai da Patriziona.
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