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LE BARACCHE, LA SPECTRE E I MIEI NARCISI

Un mio narciso val più delle vostre minchiate
Lo so, lo so, sono tutti in fibrillazione per il nuovo Egizio. E poi dovrei dare un colpo di telefono per sapere com'è finita la gabola della Cavallerizza, che oggi in Consiglio comunale dev'esserci stato uno show mica male. Ma avete visto che giornata? Dopo un inverno triste che non mi rassomiglia, sto rimettendo in funzione il giardino, e francamente lo considero un impegno prioritario.

Non ho voglia di sbattermi...

Quindi, ringrazio gli amici informatici della Stampa che mi hanno ripulito il computer dal virus che mi aveva sminchiato: però non mi metto a lavorare per voi. Qualcun altro potrà bravamente provvedere a informarvi su quelle ed altre vicende. Compresa la delibera che dovrebbe por fine agli accampamenti nelle piazze auliche: da quel che ho letto, non ci vuole una mente eccelsa per dedurre che- grazie all'astuto istituto della deroga - non cambierà nulla. Fanno un po' di ammuina. Hanno del buon tempo, sti ragazzi: ma tanto continuerò a percularli, loro e le loro baracche da profughi afgani che dal confine si spostarono nell'Iran. Non meritano attenzione, specie in un giorno di sole tanto glorioso.

...Men che meno per Liardo

E figurarsi se mantengo la promessa di dedicare un post al pensoso intervento sulle politiche culturali letto ieri in Comune dal sor Liardo. Se volete scompisciarvi rileggetevi "Tre uomini in barca" e lasciatemi godere questo sole e le mie rose già piene di promettenti gemme. Il Bonsignore-pensiero sulla scena culturale torinese mi appassiona, oggi, come la sorte del mio primo dentino.

Le riunioni segretissime del signor Account crpiemonte

Vinco la mia santa indolenza soltanto per riportare lo scambio di tweet con l'account del Consiglio regionale del Piemonte (non è fantastico conversare con un signore chiamato Account crpiemonte?). Ieri avevo lasciato trasparire, nell'ultimo post prima dell'impestamento, un po' di malumore perché non mi avevano autorizzato ad accedere alla sala di Palazzo Lascaris dove sedevano le Commissioni cultura di Comune e Regione. Capirete: con quel che pago, manco poter entrare a casa mia... Beh, il signor Account mi ha subito spiegato a mezzo tweet che non c'era nulla di personale: contrariamente al regolamento comunale, quello della Regione secreta le sedute delle Commissioni. Presumo per un sano senso di vergogna.

La Spectre e la glasnost

Però, mi precisa il signor Account, ormai la deriva democratica porta la glasnost anche nelle riunioni della Spectre, e quindi giustappunto oggi si discute la modifica dello statuto. Regionale, non Albertino. La precisazione è d'obbligo: la proposta di legge per cambiare una norma degna della Carboneria era stata presentata nell'agosto del 2014. Adelante Pedro, con juicio.

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

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