Passa ai contenuti principali

PER RICORDARE VERA SCHIAVAZZI

Vera Schiavazzi 
E' passato più di un anno da quel 22 ottobre 2015 quando Vera Schiavazzi ci ha lasciati. Era una bravissima giornalista, e una persona per bene; e dunque manca, tanto.
Trovo molto bello, e giusto, che si faccia qualcosa per ricordarla. Ringrazio pertanti quei suoi amici e colleghi che hanno deciso di creare un premio a lei intitolato. E considero un mio dovere morale dar loro una mano, per il poco che posso. Pubblico quindi il loro appello. Chi vorrà e potrà sostenere il progetto, non soltanto renderà omaggio alla memoria di Vera, ma aiuterà concretamente la crescita di un giornalismo migliore, mai come oggi necessario in un mondo pieno di notizie, e sempre più povero di informazione.

Nasce il premio giornalistico dedicato a Vera Schiavazzi. Giornalista, fondatrice – con Nicola Tranfaglia e Mario Berardi – oltre 12 anni fa del Master in Giornalismo di Torino, collaboratrice delle più autorevoli testate italiane (ma la sua casa fu sempre Repubblica), sindacalista attenta e ascoltata, Vera ha lavorato sempre perché i diritti fossero uguali per tutti, non virtuosismo da editoriale ma opportunità concreta. 
Al tema dei diritti dunque si ispira la prima edizione del premio aperto ai giovani giornalisti (fino a 35 anni) pubblicisti, praticanti e professionisti, iscritti all’Ordine Regionale del Piemonte, o che esercitino la professione in testate giornalistiche piemontesi. L'iniziativa intende stimolare la riflessione su che cosa significhi oggi occuparsi di diritti, su cosa e come sia giusto raccontare, su quale sia il ruolo del giornalista in questa realtà. 
Il Premio Vera Schiavazzi nasce in seno all’Associazione Allievi del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca”, e sarà regolato da un bando, di prossima pubblicazione (https://exstudentimastergiornalismotorino.wordpress.com/), e sarà alimentato anche dalle donazioni di quanti vorranno contribuire a mantenere vivo e forte il ricordo di Vera e dell’impegno che l’ha sostenuta sempre. 
Per offrire il proprio contributo: Associazione Allievi del Master in Giornalismo Giorgio Bocca, via Roero di Cortanze 5, iban IT 40 N 03599 01899 050188529716. 
Il Premio Vera Schiavazzi nasce con l’intenzione di ricordare una giornalista che è stata capace di segnare profondamente il giornalismo piemontese, che è sempre stata vicina ai colleghi in difficoltà, che ha cercato di sviluppare una visione generosa e alta della professione giornalistica e che, a un certo punto della sua carriera, ha condiviso la sua passione e la sua competenza con i giovani, attraverso la Scuola di giornalismo di Torino. 
Il Comitato promotore che organizza il Premio è composto da Giorgio Ardito, Marco Bobbio, Caterina Corbascio, Maurizio Mancini, Rosaria Pagani, Carla Piro Mander, Sabrina Roglio, Anna Rossomando. Il Comitato nominerà la Giuria che valuterà gli elaborati. 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

CHOMET, BOLLANI E JERRY RUBIN: ECCO UN FESTIVAL STELLARE MA LOW COST

Due cose mi piacciono in particolare dell'imminente ventiseiesima edizione di Sottodiciotto - che da quest'anno diventa "Sotto18+" a indicare la volontà di rivolgersi sempre più (appunto...) a tutti, non soltanto ai giovanissimi. Due cose, intendo, oltre a tutto il resto, dato che da sempre ho molti ottimi motivi per apprezzare Sottodiciotto. Prima cosa, la serata di sabato 13 dicembre: per la proiezione di "Marcel et monsieur Pagnol", l'ultima opera di Sylvain Chomet , saranno presenti in sala il regista -  a mio avviso il massimo genio vivente dell'animazione - e l'autore delle musiche, il meraviglioso Stefano Bollani . Se considerate che quella sera, in sala, ci sarà pure un pianoforte, dovrete convenire che un festival può essere grande anche senza un grande budget. Come non è grande il buget di Sottodiciotto: 60 mila euro in totale dal Comune, 65 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 dalla Fondazione Crt, qualcosa - ma non si sa ancora se e...