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FOLK CLUB, GLI ASSENTI HANNO TORTO

"Today Pepperland Goes Blue!": in "Yellow Submarine" i Biechi Blu sono i mostri che odiano la musica
No Blue Meanies. No Biechi Blu. Ieri sera sono andato a Hiroshima, per sostenere il Folk Club in crisi. C'era tanta gente, ed è stata una cosa molto bella, musica eccellente con scelti artisti e voglia di divertirsi insieme, alla faccia di chi se ne fotte.
A proposito di chi se ne fotte. Dal palco, la cantante Liliane Bertolo dei Trouveur Valdotèn ha parlato di una richiesta d'ascolto, di un Sos della cultura "che oggi interessa poco". E ha aggiunto: "Ma chi deve ascoltare non è qui".
Confermo di aver avvistato in sala soltanto il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti. Peraltro la Regione sostiene già il Folk Club con un contributo (quest'anno 42 mila euro) vitale seppur sempre pagato con abissale e dannoso ritardo. Non ho notato invece nessuno di quelli che, in perfetta continuità con i loro predecessori a Palazzo Civico, per ora non scuciono un centesimo. Per fortuna ci sono gli immancabili bandi promessi. Utili e trasparenti.
Peccato, però. Vedere con i propri occhi quante energie positive questa sventurata città ancora riesce a generare sarebbe un'esperienza utile. Tanto per capire che Torino non è soltanto la capitale dell'insaccato.

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