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RIDOLINI RULES: COME SI AMMAZZA IL MUSEO DEL CINEMA

Alberto Barbera: ciau Turin, io vado via

Ricevo e sghignazzando (per non piangere) pubblico:

Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana di Torino chiude il 2016 con 690.000 visitatori, l'8% in più rispetto al 2015. Un risultato lusinghiero che premia il Museo come una delle realtà culturali più importanti e attrattive della nostra città e della nostra regione (questo non c'entra un belino, ma mettiamolo prima così mascheriamo la malefatta: in realtà confermiamo di essere degli sciagurati che devastano un gioiello come il Museo solo per il gusto di affermare la loro insipienza, NdG).
Il Comitato di Gestione del Museo, riunitosi in data odierna, prende atto con grande soddisfazione dell'avvenuta designazione, a membri del Comitato di Gestione, dell’avv. Annapaola Venezia, Vice Segretario Generale della Fondazione CRT, e del dr. Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di RaiCinema, rispettivamente da parte della stessa Fondazione CRT e di GTT S.p.A., in attesa della nomina da parte del Collegio dei Fondatori.
Dopo un'attenta riflessione, il dr. Alberto Barbera ha declinato l'offerta di proseguire la collaborazione con il Museo in qualità di Direttore (
eccolo lì! Che vi dicevo? NdG). Il Comitato di Gestione valuterà quindi con il dr. Barbera i termini di una consulenza di coordinamento artistico, al fine di proseguire il suo importante impegno presso il Museo e valorizzare la sua alta professionalità per garantire, in questa fase di passaggio, la continuità, soprattutto in virtù del lavoro di grande valore svolto in questi anni.
Il Comitato ha quindi deciso di attribuire temporaneamente alla d.ssa Donata Pesenti Campagnoni, Conservatore Capo del Museo, le deleghe necessarie a garantire il proseguimento delle attività della Fondazione.
Il Comitato prende inoltre atto della disponibilità, manifestata dalla Regione Piemonte, di mettere a disposizione la figura del Segretario Generale della Regione, dr. Michele Petrelli, per collaborare con il Conservatore Capo alla ricognizione degli assetti dell’Ente (
traduzione: in pratica commissariamo la Fondazione, NdG), fase propedeutica (l'hanno scritto davvero: propedeutica... NdG) all'emanazione di un nuovo bando.

Come volevasi dimostrare

Se qualcosa può andar male, lo farà.
L'ineluttabilità della legge di Murphy, coniugata alla maestria comica del Gruppo Ridolini, ha prodotto l'ovvio risultato di sfasciare il Museo del Cinema.
Come ampiamente previsto, e scritto da questo blog fin da sùbito, Alberto Barbera alla vigilia di Natale ha respinto l'offerta - tardiva e forzata - di restare ancora un anno alla direzione della Mole: con una scelta di dignità ha deciso che è bene che i morti seppelliscano i morti; e non val la pena di procurarsi un'ulcera per salvare il culo a una masnada di ciaparatt che t'hanno pure preso a pesci in faccia. 

Oggi le comiche: Ridolini sotto la Mole

Retrospettiva Ridolini, prossimamente al Massimo
I ciaparatt si sono così ritrovati con una mano davanti e l'altra dietro. Poiché il mandato di Barbera scade il 31 dicembre, il Museo rischiava di restare senza guida, e paralizzato, fin dal 1° gennaio.
Per salvare il salvabile hanno nominato la Pesenti "direttore pro-tempore" per l'ordinaria amministrazione (in pratica, per comperare la carta igienica e pagare gli stipendi). 
Intanto, poiché senza un responsabile artistico è difficile organizzare attività al Museo, i Ridolini di lotta e di governo, con l'acqua e altri liquami ben oltre la gola, hanno pensato bene di proporre a Barbera di restare non più come direttore, bensì come coordinatore artistico. A me sfugge la differenza, ma io non sono intelligente come loro. Fatto sta che glielo hanno proposto, qualsiasi cosa significhi, dopo aver scatenato l'inferno pur di cacciarlo. No, scusatemi. Ridolini non è nessuno, confrontato a simili titani.
Barbera - in un eccesso di bonomìa - ha risposto che potrebbe anche accettare, a condizione di avere pieni poteri in materia. I Ridolini invece sono dell'idea di dargliene il meno possibile, di poteri - immagino per gestirsi in proprio certe questioncelle alle quali stanno alacremente lavorando: tipo un nuovo direttore di Cinema Gay
Però i nostri riccardi cuordileone non se la sono sentita di dire "no" alle richieste di Barbera. Si sono limitati a menare il can per l'aia, sostenendo che di simili dettagli (chiamali dettagli...) non si può parlare adesso, adesso non hanno tempo (eggià, c'è da smaltire il panettone...) e se ne discuterà dopo le Feste. Befana compresa. 
Barbera ha preso atto e se n'è andato in ferie. Che si grattino la rogna e poi facciano sapere. Le sue condizione quelle sono e quelle restano.

Una serie di sfortunati eventi

Proposte costruttive: una mostra di sicuro successo per il 2017
Il sindaco e Appendino, dopo aver seminato tanto vento, adesso sono in una difficile posizione. Si erano rassegnati a tenersi Barbera ancora per un anno soltanto perché non vedevano altre soluzioni, dopo il naufragio del maldestro tentativo di vanificare l'esito del bando e piazzare alla direzione del Museo Daniele Tinti pur di sbarrare il passo al sospetto piddino Alessandro Bianchi.
Ma se Barbera avesse accettato l'ulteriore e inaccettabile proroga, gli allegri zuavi gli avrebbero reso la vita impossibile. Per questo motivo Barbera, che non è scemo, ha ritirato la disponibilità espressa in un primo momento sotto la spinta emotiva per la miserevole condizione in cui stava precipitando il Museo del Cinema.
Miserevole condizione a cui adesso il Museo è inesorabilmente condannato, dilaniato al suo interno dallo scontro fra sostenitori e oppositori di Barbera, e praticamente paralizzato all'esterno.

Prove di paralisi: come si uccide un museo

Che cos'ha detto? Che al Museo va tutto bene? Ha davvero detto questo?
Anche mettendoci la toppa del "direttore pro-tempore" non sarà ad esempio possibile affidare a chicchessia l'organizzazione del Tglff, che quindi come minimo slitterà a data da destinarsi.
E dubito che qualcuno si assuma la responsabilità di progettare nuove mostre e nuove retrospettive. 
Uscirne sarà un percorso a ostacoli.
Per avere finalmente un vero direttore amministrativo è necessario pubblicare un nuovo bando, preferibilmente senza altri trucchetti da baraccone: un'operazione che richiederà almeno due o tre mesi, se non di più. E ovviamente costerà un'altra barcata di soldi.
Quindi toccherà sciogliere definitivamente il nodo della direzione artistica. Per riuscirci, il Comitato di gestione e i Soci fondatori dovranno trovarsi a un tavolo e decidere quale tipo di governance debba avere il Museo: se servano uno o due direttori, ad esempio.
E tutto questo richiederà tempo (che scarseggia) e buona volontà (che manca). 
Hanno rimpolpato con le nuove nomine il Comitato di gestione: nella speranza, presumo, che siano tipi più malleabili di certe teste calde che c'erano prima e pretendevano di pensare con il proprio cervello. Ma non dimentichiamo che i tre componenti superstiti del Comitato di gestione pre-crisi scadono il 5 maggio. In pratica domani. Penso che stessa scadenza tocchi ai subentranti. E' pure dubbio che Damilano sia confermato.
Alla luce di queste piacevoli constatazioni prevedo per il Museo del Cinema un futuro nerissimo. Sempre che un futuro ci sia.
Cazzi loro. Hanno fatto l'impossibile per arrivare a ciò, e pensavano pure di poter trattare uno come Alberto Barbera manco fosse il loro lacché. La risposta è stata chiara, inequivoca, meritatissima.
Gli Zen Circus, autori della nota hit "Andate tutti affanculo": "Essere stronzi è dono di pochi, farlo apposta è roba da idioti"

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