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William Turner, "The bay of Baiae" |
Due mostre, ho visto in settimana. Niente male, ma neppure niente superlativo. Confesso che mi aspettavo di più da Turner alla Reggia di Venaria, dopo l'eccellente Constable dell'anno scorso. Stavolta dallo scrigno della Tate Gallery sono arrivate una quarantina di opere, ma i dipinti sono pochini (ma stupendi, ovviamente) mentre prevalgono schizzi ad acquerello, stampe, disegni e taccuini, interessanti questi ultimi perché raccolgono gli appunti visivi di Turner a Torino che ci mostrano scorci della nostra città a cavallo fra Sette e Ottocento. La scelta di concentrarsi sulla produzione "mitologica" di un Turner profondamente influenzato da Poussin è interessante, ma ci restituisce un'immagine fatalmente "parziale" dell'immenso maestro inglese del paesaggio. In compenso la mostra consente di seguire lo sviluppo della pittura di Turner verso soluzioni che a buon diritto ne fanno un anticipatore dell'Impressionismo. Insomma, a me è piaciuta senza entusiasmarmi, ma ciò dipende anche dal mio gusto personale: tra Constable e Turner, scelgo Constable. E già scalpito nell'attesa del terzo atto della trilogia della pittura inglese, che nei programmi del direttore della Venaria Guido Curto si chiuderà l'anno prossimo con il visionario William Blake. Il mio favorito assoluto.
L'altra mostra della settimana è quella di Picasso a Palazzo Saluzzo Paesana. Non mi ha deluso perché non mi aspettavo nulla più di quel che è: una montagna (300 pezzi) di disegni, stampe, incisioni, ceramiche, e nemmeno un dipinto. Detto ciò, cara grazie e accontentiamoci, visto e considerato che quella di Palazzo Saluzzo Paesana è l'unica mostra che s'è vista a Torino nel cinquantenario della morte di Picasso, in altre città celebrata con maggiori sforzi e risultati. Ed è sconcertante che a portarla in città sia un'associazione privata, la Radar, quasi esordiente nel campo delle mostre d'arte dopo un glorioso passato nell'organizzazione dei grandi concerti rock. Voglio dire: non trovate bizzarro che a omaggiare in qualche modo Picasso ci abbia pensato soltanto un privato - pur con tutti i suoi inevitabili limiti - in una città che, fino a prova contraria, dispone di una civica Gam, ovvero Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea? Ah certo, dalla settimana prossima la Gam presenta la sua indispensabile mostra di Hayez. Vuoi mettere, Hayez a confronto con Picasso, per la storia dell'arte moderna?
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