Torino, antica capitale della moda, avrà un museo interamente dedicato ai tessuti. In realtà sarà soprattutto una "banca dati" a disposizione di designer e stilisti, che raccoglierà la collezione di oltre 40 mila tessuti creati nel corso della sua trentennale carriera da Silvia Pagliai. I tessuti, conservati in 1200 scatoloni che occupano 200 metri quadrati della sede del nuovo museo, uno stabile in via Bertola angolo corso Palestro, saranno scannerizzati con un un software innovativo messo a punto dal Politecnico. L'iniziativa, intitolata "Universo Tessuto", nasce per iniziativa di Consolata Pralormo, che l'ha annunciata in anteprima ieri sera in occasione di un incontro organizzato dall'associazione Amici di Villa della Regina, e verrà ufficialmente presentata martedì 18 novembre alle 11 all'Unione Industriale. L'intera operazione, sostenuta da contributi privati, parte
dalla riscoperta del passato “creativo” di Torino, fatto di archivi
tessili, collezioni di atelier, collezioni private (con specifici
disegni, idee innovative,
grafiche differenti), con lo scopo di conservarlo e farlo conoscere alle scuole, ai giovani, a tutti
coloro che vogliono avvicinarsi al settore del design.
Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare. Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.
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