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DAL BORGO AL SALONE: TUTTE LE PENE DEL CIRCOLO DEI LETTORI

Una sala del Circolo dei Lettori in via Bogino: le prossime settimane sono decisive per l'impegno al Borgo Medievale
La nuova direttrice del Circolo dei Lettori - che a quanto pare sarà Maurizia Rebola, data per certa al 90 per cento - dovrà subito fare i conti con la faccenda, che più che "faccenda" sarebbe corretto definire "grana", del Borgo Medievale. La fase di "sperimentazione" sta per finire: entro gennaio il Circolo dovrà decidere se accettare definitivamente la gestione della struttura che Bracciarlarghe e Fassino intendono appioppargli a mo' di "tassa d'ingresso" per ammettere il Comune nel direttivo del Circolo, dove finora siede soltanto la Regione (ad oggi unico ente locale che finanzia il Circolo).
L'assessore Braccialarghe

Beatrice va dagli assessori


In attesa che la Rebola (o chi per essa...) diventi direttrice, la telenovela prosegue. Il presidente del Circolo, Luca Beatrice, in questi mesi di vacanza della direzione dopo l'uscita di Antonella Parigi ha garantito la continuità, sobbarcandosi l'intero fardello di via Bogino. E la settimana prossima incontrerà gli assessori alla Cultura Braccialarghe e Parigi per fare il punto sul Borgo. Non serve un veggente per prevedere che il suo non potrà essere un parere traboccante entusiasmo. La stagione estiva del Circolo al Borgo Medievale non ha esaltato, causa anche del maltempo che ha funestato molte attività. C'è poi il problema dei rapporti con il gestore della caffetteria, Gerla, che a quanto sento dire in giro non sono idilliaci. Ma a quanto pare la convenzione (eredità della Fondazione Torino Musei) scade il 31 dicembre, e per la riassegnazione ci sarà un bando pubblico, per cui le cose potrebbero cambiare.
L'assessore regionale Parigi

L'integrazione mancata

Ma soprattutto le due realtà - Circolo e Borgo - sono molto diverse, e il pubblico del Circolo non sembra particolarmente attratto dalla location al Parco del Valentino.
Un problema che è diventato ancor più evidente con l'arrivo della brutta stagione (semmai ce ne fosse stata una bella...). Nei piani dell'allora direttrice del Circolo Antonella Parigi c'era infatti una prosecuzione delle attività al Borgo anche in autunno-inverno: ma in concreto non s'è visto un granché. E pour cause: onestamente, chi ha voglia di attraversare in una notte d'inverno, sotto la pioggia o la neve, il Parco del Valentino per raggiungere il Borgo Medievale? Non certo le serafiche signore che affollano le accoglienti e tiepide sale della centralissima via Bogino... Sotto le feste di Natale sono previsti alcuni appuntamenti: la location del Borgo è ben spendibile per convention e feste aziendali. Però non direi che l'integrazione fra la "sede centrale" di via Bogino e quella al Parco del Valentino funzioni alla grande.

Lascia o raddoppia?

Il Circolo accetterà in via definitiva la gestione del Borgo? La risposta non è scontata. Così, a naso - e fermo restando che saranno determinanti i pareri del Cda e della futura direttrice - direi che in via Bogino la prospettiva non alletti nessuno. Gli assessori invece premeranno per il sì. Di sicuro Braccialarghe: solo così il Comune potrà entrare nel Circolo, visto che a Palazzo Civico non hanno un centesimo, e dunque non possono finanziarlo con denaro sonante. Quanto alla Parigi, non so: quand'era direttrice del Circolo credeva fermamente nell'operazione. Adesso, alle prese con i pericolanti conti dell'ente regionale, potrebbe aver cambiato idea. Addossare al Circolo il badò del Borgo potrebbe rivelarsi un boomerang per i conti di via Bogino, che fino a prova contraria sono a carico della sola Regione, al netto dei generosi sforzi di autofinanziamento che il Circolo sta intensificando con il tesseramento, la ricerca di sponsor e le attività del bar).
Gianni Oliva

Circolo e Salone: unificazione sotto Oliva?

Però la questione del Borgo è tutto sommato secondaria, rispetto al "Big Game" del futuro riassetto del "sistema libro" torinese. Come ognuno ben sa, gli enti locali - affamati di economie di scala - molto ambierebbero a unificare il Salone del Libro e il Circolo dei Lettori. La fusione non si prospetta né facile, né tantomeno indolore, anche sotto l'aspetto occupazionale. Ma tutti gli indizi portano lì.
Primo indizio: pare certo che il prossimo presidente del Salone del Libro, dopo l'uscita di Picchioni, sarà Gianni Oliva. Nulla di ufficiale, ma questo si dice in città. Ha un senso: Oliva, contrariamente a Picchioni, ha un feeling naturale con il Circolo. Fu lui a fondarlo, quand'era assessore alla Cultura della giunta Bresso, affidandone la direzione alla Parigi. E difatti è la Parigi a volerlo. Il Chiampa preferirebbe - dicono - il suo fedelissimo Sergio Soave, cui ben volentieri avrebbe affidato l'assessorato alla Cultura se l'insuccesso alle urne non lo avesse azzoppato. Ma se non è zuppa è pan bagnato: la mission del futuro presidente del Salone, chiunque sia, sarà comunque la fusione con il Circolo.
Susan Vreeland

Il Salone fa il mestiere del Circolo

Secondo indizio: il Salone del Libro già oggi manda segnali assai significativi. Penso all'iniziativa Salone Off 365: il Salone da quest'autunno cura un cartellone di incontri letterari di alto livello presso biblioteche e altri spazi cittadini, compreso il Circolo. Il prossimo lunedì 17 novembre, ad esempio, porterà Susan Vreeland alla Biblioteca civica di Villa Amoretti. Però, guarda caso, il 18 dicembre l'appuntamento con Paolo Rumiz sarà proprio in via Bogino. Gli incontri che proseguiranno con regolarità per tutto l'anno. Insomma, il Salone fa lo stesso identico mestiere del Circolo dei Lettori, benché senza una sede fissa: un'operazione che, tradotta in linguaggio politico, significa "attività sul territorio". Ciò che, a detta dei detrattori, manca al Circolo.

Verso una Superfondazione

Il terzo indizio - e tre indizi fanno una prova - arriverà se effettivamente sarà Maurizia Rebola la direttrice del Circolo. Rebola è una creatura del Salone del Libro: ci collabora fin dal 1996, è molto stimata da Picchioni nonché benvoluta dal Chiampa. A quel punto, non sarebbe difficile immaginare la nascita di una "Superfondazione del Libro" che gestisca insieme Salone e Circolo, con Oliva alla presidenza e Rebola alla direzione. Certo non sarà domani, in questa città niente è facile e soprattutto niente è subito: da quanto tempo si ciancia della Superfondazione musei? Però la strada pare quella. Se dalle volontà si passerà ai fatti, lo scopriremo soltanto vivendo.

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