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DI NUOVO IN COMMISSIONE CULTURA: NON C'E' PIU' IL PERSONALE DI UNA VOLTA

Stamattina era nuvolo: di vedere l'eclisse manco a parlarne. Quindi, per procacciarmi un onesto intrattenimento a costo zero, ho deciso di andare in Municipio. Ogni tanto ci faccio una capatina, per controllare che i miei dipendenti non battano la fiacca. Oggi poi l'occasione era succulenta: davanti alle Commissioni cultura di Comune e Regione presentavano lo studio sulla fattibilità e la convenienza dell'accorpamento del Castello di Rivoli alla Fondazione Torino Musei. Studio affidato a una società specializzata, che dopo lunghe indagini e accurate analisi è arrivata alla stessa conclusione mia e di qualsiasi cretino come me: l'accorpamente si può fare, e conviene. Esattamente nei termini che vi ho ampiamente anticipato. L'operazione, dice l'assessore Antonella Parigi, sarà chiusa entro ottobre. Potrebbe portare, sostiene lo studio, numerosi benefici, non ultimo un risparmio all'incirca del 10 per cento sui costi attuali. Io mi accontenterei del 5.

That's entertainment: i migliori sketch della mattinata

Appendino in una posa sbarazzina
Il resto è puro entertainment. Quando ci sono queste commissioni, i consiglieri non si limitano ad ascoltare, ma devono dare prova di esistenza in commissione, quindi commentano. Anche se, per loro stessa ammissione, dovrebbero prima prendere visione degli incartamenti.
E allora vai di Broadway.
Lo sketch migliore l'hanno improvvisato la consigliera cinquestelle Appendino e il vostro cronista favorito.
Premessa: quando il tipo della società specializzata (uno con gli occhiali e l'aria di aver fatto le scuole alte) comincia a sciorinare le sue diapositive, anch'io per un attimo resto interdetto: in effetti il tipo con gli occhiali accenna all'eventualità di accorpare in Torino Musei, oltre al Castello di Rivoli, pure l'associazione Torino Capitale Europea (quella che si occupa dell'Abbonamento Musei). E dice in sostanza ciò di cui nessuno ha mai dubitato, ovvero che accorpare anche Torino Capitale Europea sarebbe una minchiata: diversa la struttura, diversa la mission. Vabbé, archivio il problema. Tanto più che subito dopo l'assessore Parigi spiega che quella era una vecchia ipotesi, superata dai fatti: l'Abbonamento Musei - annuncia Antonellina - oltre che alla Lombardia verrà esteso anche alla Valle d'Aosta e alla Liguria (ohilà! questa è una notizia), e dunque con Torino Musei non ci azzecca proprio.

Di che cosa parliamo quando parliamo di scorporo

Non  se ne dà però pace la tenace Appendino, che chiede perché si sia deciso di scorporare da Torino Musei l'associazione Torino Capitale Europea. La paziente Parigi le ripete che nessuno scorpora nulla, perché Torino Capitale Europea non ha mai fatto parte di Torino Musei: l'eventuale accorpamento era  soltanto un'ipotesi di scuola ormai superata dai fatti. Appendino non demorde, e vuole sapere le segrete ragioni dello scorporo. Si sta facendo una cert'ora, io sono abbastanza irritato perché di questo passo non se ne esce, ed esclamo "ma questa è scema?". In effetti, la situazione autorizza il dubbio. A commissione conclusa la tenace Appendino mi chiede ragione dell'affronto, e io le rispondo che non gradisco che i miei dipendenti siano distratti quando gli spiegano le cose. Lei (di solito assai diligente) assicura di non essersi distratta. Abbiamo un ruvido scambio di affettuosità, pareggiamo gli epiteti e passiamo all'approfondimento. La tenace Appendino mi illustra il suo punto di vista: scopriamo che in realtà la tenace Appendino voleva sapere con precisione perché Torino Capitale Europea non verrà accorpata a Torino Musei. Concordiamo che il termine da usare era quindi "mancato accorpamento", e non "scorporo". La tenace Appendino mi espone altre sue riserve sul progetto; non le condivido, ma ci possono stare. E ci lasciamo in reciproca letizia.

Richiamato ufficialmente: non c'è più il personale di una volta

In quella arriva il presidente della Commissione, Luca Cassiani, che mi comunica la riprovazione di alcuni consiglieri, scandalizzati perché "quel giornalista" (errore: non sono qui come "giornalista", bensì come datore di lavoro di lorsignori) ha dato della "scema" alla loro collega.
Mio dio, non c'è più il personale di una volta. Un tempo, quando qualcuno mi pagava uno stipendio per i miei servigi, se commettevo una minchiata me lo facevano notare senza tanti giri di parole. Adesso i dipendenti si inalberano anche per conto terzi. Credo si tratti di autodifesa della casta, seppur la cosa suoni curiosa se scatta a difesa di una cittadina anti-casta.
Ad ogni modo. Visto che come contribuente pago in quota parte (ahimé troppo alta) gli stipendi a tutto il cocuzzaro, approfitto della fortunata circostanza e utilizzo il richiamo ufficiale in modo forfettario, citando altri exploit della mattinata all'altezza di quello della tenace Appendino.

Minchiate on parade

1) Uno dei miei eroi favoriti, il raffinato consigliere Carbonero della Lega Nord, in quanto opposizione si deve opporre: quindi afferma che con il progetto di accorpamento "si è scoperta l'acqua calda". Vero. Talmente vero che mi domando perché non ci abbia pensato, ai tempi, il suo maitre à penser di riferimento, il brillante Cota. Ben commenta un altro consigliere regionale, il noto sovversivo Marco Grimaldi: "Almeno abbiamo switchato una cazzata di Coppola, la Superfondazione...". Almeno.
2) Il savio vicepresidente del Consiglio regionale, Nino Boeti, pd, ricorda che sul Castello è indispensabile ascoltare il savio parere dell'amministrazione comunale di Rivoli. Vero. Purtroppo il savio Boeti è stato il sindaco di Rivoli sotto la cui savia amministrazione venne concepita la più solenne e inutile minchiata degli ultimi seicento anni: ovvero la scala mobile per arrivare dal centro storico di Rivoli al Castello, che nessuno usa, anche perché non serve a nulla.

3) Il consigliere regionale Appiano, pd, nel suo intervento auspica il coinvolgimento in un ampio e approfondito dibattito (ma che sia ampio e approfondito, mi raccomando) non solo della municipalità di Rivoli ma anche di un'ampia gamma di altri soggetti.
Il mitico maglione di Appiano
Vero. In compenso io auspico un ampio e approfondito dibattito sui maglioni di Appiano. E, per quanto riguarda il Castello, tempi se possibile brevi, compatibilmente con gli ampi e approfonditi bla bla.

Un regaluccio per tutti

Più in generale, mi riprometto (non appena mi abbassano le tasse) di donare a tutti i miei stravaganti dipendenti di una copia del "Tractatus Logico-Philosophicus" di Wittgenstein. Cosicché possano a proprio agio rileggersi l'aurea massima "Su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere".

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