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IL PRESIDENTE DEL CASTELLO DI RIVOLI E L'ARTE CONTEMPORANEA: UNA RICERCA ON LINE

In vacanza c'è tempo per ciò che la furia della vita di solito ci nega. Tipo riprendere storie lasciate indietro, uscire dalla superficialità del contingente, saperne di più.
Così stamattina, bevuto il caffè, mi sono dedicato a una ricerca on line sul nuovo presidente del prestigioso Castello di Rivoli, Alberto Tazzetti, designato dalla Regione con la mission, presumo, di ridare smalto e prestigio internazionale a un'istituzione che cerca il rilancio dopo anni non esattamente di gloria.
Il 29 giugno ho riportato la notizia della nomina, senza particolari approfondimenti: mi sono limitato a riferire i pochi dati biografici di un imprenditore affermato: amministratore di Sicurezza Lavoro srl, Tazzetti è stato presidente dell'Unione Industriale dal 2004 al 2008, e siede o ha seduto nei CdA che contano, da Fsu a Intesa San Paolo Assicura, dalla Centrale del Latte fino al Comitato direttivo del Centro Einaudi. Risulta inoltre da fonti giornalistiche che "negli anni Novanta è stato vicino al gruppo di professionisti e imprenditori promosso da Enrico Salza da cui ha avuto origine il gruppo Alleanza per Torino, quello che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Valentino Castellani".

Tutti i musei del presidente

Sala del Museo Civico Alpino "Arnaldo Tazzetti" di Usseglio
Quanto alle competenze o alle relazioni in ambito artistico e/o museale - magari non indispensabili, ma probabilmente utili a un presidente del Castello di Rivoli - da quella prima, sommaria ricerca risultava che Tazzetti è presidente del Museo Civico Alpino "Arnaldo Tazzetti" di Usseglio nonché promotore del Museo Diffuso di Arte Sacra della Valle di Viù.
Confesso la mia ignoranza: non ho mai visitato il Museo Civico Alpino di Usseglio. Rimedierò appena possibile. Intanto apprendo da una scheda sul sito del Museo Regionale di Scienze Naturali (il sito del Museo di Usseglio non risulta attivo) che è stato fondato nel 2004 e "promuove lo studio, la tutela e la valorizzazione della realtà montana locale e del suo patrimonio storico-ambientale". Dalle fotografie che trovo on line deduco che le collezioni consistono perlopiù in antichi attrezzi contadini, mobili e oggetti del tempo che fu, animali impagliati e minerali vari. Un classico museo della tradizione. Con una decina di favorevoli recensioni su TripAdvisor.
Quanto al Museo Diffuso, trattasi di un'iniziativa promossa dall'Associazione Amici del Museo Civico Alpino di Usseglio e vanta fra i sostenitori la Compagnia di San Paolo. A quanto risulta dal sito Lungo la Stura di Viù, ha tre sedi: la prima è ovviamente il Museo Civico Alpino di Usseglio, incentrato sul "patrimonio ambientale", la seconda a Viù sulla storia (sempre locale, presumo) e di recente se n'è aggiunta una terza (o seconda? Le fonti discordano) dedicata all'arte sacra (locale).
Sono iniziative lodevoli e molto interessanti, però non rivelano una particolare vicinanza di Alberto Tazzetti allo scenario internazionale dell'arte contemporanea.

L'arte contemporanea e l'arte della caccia

Il prestigioso monumento al cacciatore di montagna
promosso dal nuovo presidente del Castello di Rivoli
(foto dal magazine on line www.ladeadellacaccia.it)
Nel prosieguo della mia ricerca un dato significativo sui punti di contatto fra il presidente Tazzetti e l'arte contemporanea emerge dal sito che non ti aspetteresti. Non è Artribune: lì una ricerca con il nome "Tazzetti" mi dà soltanto una scarna citazione a margine della notizia dell'acquisizione della collezione Cerruti; nonché una citazione e una videointervista di un altro Tazzetti, Valerio, della Galleria Photo&Contemporary, che non c'entra.
No no. La fonte che meglio approfondisce il legame tra i neopresidente del Castello di Rivoli e l'arte contemporanea è www.ladeadellacaccia.it, "magazine delle passioni venatorie, natura, ambiente e non solo". Lì trovo una dettagliata cronaca dalla quale apprendo che "il 14 dicembre 2014 ad Usseglio è stato inaugurato il monumento dedicato al cacciatore di montagna. L’opera, realizzata dall’artista Raffaele Mondazzi, è la copia di un bronzetto dell’Ottocento di Cesare Biscarra, scultore che operò a lungo in quelle zone. Promotori di questa interessante iniziativa culturale l’Ing. Alberto Tazzetti, già Presidente dell’Unione Industriale di Torino e fondatore del Museo Civico di Usseglio, e Aldo Fantozzi, ex Sindaco della stessa cittadina e storico Presidente del CATO4 (Comprensorio Alpino Torino 4, Valli di Lanzo, Ceronda e Casternona). Diversi sponsor, tra cui Compagnia di San Paolo, Enel, Camera di Commercio di Torino, Federcaccia e Libera Caccia della Provincia di Torino, il CATO4, la famiglia Tazzetti ed Enrico e Novella Salza hanno garantito la copertura dei costi".
Per completare l'approfondimento consulto la voce "Biscarra Cesare" sul "Dizionario biografico degli italiani" Treccani apprendendo che il Biscarra (nato a Torino nel 1866 e ivi morto nel 1943) era "appassionato cacciatore, specializzato in statue di animali e, in particolare, in 'ritratti' di cani".
Di Raffaele Mondazzi, invece, Linkedin mi dice che insegna all'Accademia Albertina e una bio on line riferisce che "ha esposto in mostre collettive e personali, tra queste negli Istituti Italiani di Cultura di Istanbul e Bucarest, e ha eseguito opere di committenza pubblica: monumenti a Gesico, Alassio, Pietra Ligure, Gabiano Monferrato, Ventimiglia, Chiusanico, Ormea, Asti, al Colle dell’Agnello, Carrù, Villanova Mondovì, Saint-Vincent", oltre a esporre ad Albenga, Rivarolo Canavese, al Circolo Eridano di Torino e ad Almese.
That's all, folks.
Io non ho trovato altro. Se qualcuno può integrare la mia umile ricerca, gliene sarò grato.

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