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LA RISTRUTTURAZIONE DEL SALONE

Al Salone del Libro cominciano i lavori di ristrutturazione. Ieri in Regione c'è stata l'assemblea dei soci della Fondazione. C'erano il Chiampa nel ruolo di presidente dell’Alto Comitato di Coordinamento, e l'intero cucuzzaro: Appendino, Parigi, Leon, Michelino Coppola per Intesa Sanpaolo, il presidente Bray e il vicepresidente Montalcini, i consiglieri d'amministrazione Luciano Conterno e Piero Gastaldo, e il direttore Nic Lagioia.
Tutti molto trulleri perché quest'anno è andata di lusso (vedi la tabellina a piè di post), ma anche ben consci che adesso bisogna darsi da fare e raddrizzare parecchie faccenduole.

Intanto Chiamparino ha confermato - in seguito al suo pranzo al Circolo dei Lettori con il presidente dell'Aie Ricardo Franco Levi - che gli editori fuggiaschi vogliono ricucire i rapporti con Torino.
Poi si tratta di rimettere in sesto il bilancio.
La road map sarebbe quella che già a maggio il Chiampa aveva ben chiara in mente. A partire dalla ricapitalizzazione per superare lo spinoso handicap dell'iscrizione a bilancio del marchio, il quale nel 2014 fu stimato 1,3 milioni: valutazione che la magistratura sospetta generosamente esagerata. Per dare al Salone la sospirata tranquillità contabile la Regione è intenzionata a metterci un milione e mezzo di tasca propria. 
Ma i soldi non bastano, urge un nuovo piano industriale. Ufficialmente dalla riunione di ieri non sono trapelati particolari, ma alcuni temi sono da tempo noti, e la prospettiva potrebbe essere una governance in cui l'attuale Fondazione per il Libro sia divisa in due entità distinte, seppur collegate: una Fondazione ("che potrebbe essere nazionale") che affronti i temi della promozione della lettura e della cultura, non solo a Torino ma in tutta Italia; e una società operativa, che organizzi materialmente il Salone a Torino.
Ad ogni modo, presto sapremo: il nuovo piano industriale dovrà essere pronto entro il 30 settembre, per poter avviare al più presto la riorganizzazione dell'ente. Vediamo se ce la fanno.
Ieri hanno combinato almeno una cosa giusta, proprogando l'ottimo Giuseppe Ferrari nel ruolo di direttore generale fino al 31 ottobre.

Per concludere, eccovi i numeri definitivi della trentesima edizione:


  • Biglietti e titoli d’ingresso staccati 143.815
  • Editori con proprio stand 469
  • Espositori totali 1.200
  • Giornalisti e operatori media accreditati 2.886
  • Fatturato medio di vendite +30%
  • Pubblico al Salone Off 25.000
  • Numero di eventi al Salone 1.394
  • Numero eventi Salone Off 581
  • Operatori professionali Ibf 600
  • Paesi presenti Ibf 31
  • Fan pagina Facebook 139.684
  • Follower Twitter 26.029

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