
Dovrebbero approfittarne anche gli addetti alla cultura cittadini, che finora non mi risulta si siano spinti fino alle remote lande di Palazzo Saluzzo Paesana per ammirare l'opera uno dei più interessanti talenti dell'attuale scena artistica cittadina.

Poco male: Palazzo Saluzzo Paesana è a gestione privata, non chiede un soldo al potere, e da tempo ormai fa anche a meno dei pomposi quanto inutili "patrocinii" comunali. E niente, volevo parlarvene perché una volta tanto c'è una mostra che vale la pena di vedere, e c'è un artista che dà fastidio ai tromboni d'ogni colore. Tanta roba.
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