Il Festival delle Colline, a chiusura della ventiquattresima edizione, tira le somme: 24 spettacoli in 19 giorni di programmazione - un totale di 61 recite, di cui 52 sold out (i sold out sono cresciuto del 50% sul 2018) - hanno totalizzato 4363 spettatori paganti (la media è 71,54 per recita). C'è stato un "leggero calo" delle presenze rispetto alla scorsa edizione, ammettono gli organizzatori, che lo giustificano con la disponibilità, quest'anno, di sale meno capienti: mi si ricorda inoltre che uno degli spettacoli in cartellone, "Medea per la strada", si teneva in un furgone per soli 7 spettatori a replica. Nel 2018 furono dichiarati 4826 paganti: il che significa una flessione anno su anno di oltre il 10%. In compenso sono aumentati gli abbonamenti, 328, con un 30% in più rispetto al 2018. Agli eventi gratuiti - dichiara l'organizzazione - hanno partecipato circa 450 persone (360 nel 2018).
Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare. Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.
Commenti
Posta un commento