Passa ai contenuti principali

TORINO CITTA' DEL CINEMA SE LA SUONA E SE LA CANTA

Chiacchiere da foyer: Raul Bova conversa con il presidente
di Film Commission Paolo Damilano, mentre Patrizietta
Sandretto Re Rebaudengo se lo mangia con gli occhi
Ci sono poi andato, sfidando freddo e pioggia, alla Grande Inaugurazione di Torino Città del Cinema.
Il Film Lungo un Anno, destinato a piazzare definitivamente Torino nell'empireo del firmamento cinematografico, si è aperto ieri sera al Regio con un concerto di musiche da film. Qualcosa, come ben capite, di assolutamente insolito per le scene italiane: mai visto, e neppure mai immaginato da mente umana.
Se il buon anno si vede dal mattino - anzi, dalla serata - temo che il Film Lungo un Anno sarà un film piuttosto noioso. Prima del concerto c'era il solito cocktail nel solito foyer, brulicante della solita gente. Presenti in forze, beninteso, i cinquestelle comunali sempre ghiotti di mondanità, compresa la pasionaria-bene Viviana Ferrero, un modello all purpose che passa con meravigliosa levità dalle assemblee alla Cavallerizza ai galà al Regio. E presenti in forze i vertici del sistema culturale torinese tutti intenti a complimentarsi con Ghigo neopresidente del Museo del Cinema, mentre Ghigo con signora e con l'aria chatwiniana alla Che Ci Faccio Qui tentava d'arginare il profluvio d'affetti e a costruirsi un primo quadro della situazione in cui s'è ritrovato dall'oggi al domani. 
Enzo Ghigo e signora ieri sera in gran spolvero
La signora Ghigo s'è invece accontentata della foto ricordo con Raul Bova, l'attorone reclutato d'urgenza da Film Commission - insieme con il resto del cast della fiction Mediaset che stanno girando a Torino - per recitare la parte di guest star della seratona. Tema conduttore delle ciance da foyer è naturalmente il nascente tormentone su chi sarà il direttore del Tff dopo Emanuela Martini. Ma questa è un'altra storia, e ve la racconto per bene un'altra volta. Per ora lasciamo i drink e ci accomodiamo in sala per i sorrisi ed i saluti ante concerto. Il caporedattore dellaTgr Piemonte Tarcisio Mazzeo, regge il microfono agli scelti ospiti sul palco - tranne che a Raul Bova, lui il microfono se lo regge da solo che gli viene meglio. Ma sul palco (e pure in sala) di scelti ospiti cinematografici ce n'è pochetti, per una autoproclamata Città del Cinema: giusto giusto l'occhiceruleo Raul e la sua partner fictionistica Morales Qualcosa, più la generosa direttrice del Tff Emanuela Martini che lotta eroicamente contro l'incombente influenza pre-Festival. Per il resto ci si accontenta dei discorsini di circostanza di Vitty Poggio e Chiarabella, poi buio in sala e comincia il concerto.
Il concerto? Niente da ridire. L'orchestra del Regio non si discute, la conosciamo bene - guarda caso, l'ascoltiamo ogni volta che andiamo al Regio... - e il direttore Alessandro Molinari è uno bravo, e apprendo da Wikipedia che ha pure diretto le musiche del "Pinocchio" benignano e ha suonato il pianoforte per Joe Cocker, ma insomma, siamo lontanucci dall'Eventone che dovrebbe concentrare su Torino i riflettori internazionali della fama per consacrarne il ruolo di Città del Cinema. E quanto alle immagini dei film che scorrono sullo schermo... vabbé, raga, apprezzo la buona volontà, ma quelle animazioni in decoupage artigianale proprio non si possono vedere, nel 2020...
All'intervallo sgattaiolo fuori. Va tutto bene, il pubblico si diverte, lo spettacolo è più che dignitoso, ma dove vogliamo arrivare? Se questi sono gli strumenti con i quali contiamo di fare il balzo in avanti, e trasformare "Un Film Lungo un Anno" in qualcosa di diverso dal solito, torinesissimo ce la suoniamo e ce la cantiamo, beh, allora io faccio che scendere qui, e buon viaggio alla bella compagnia.
All'uscita incrocio Vitty Poggio che sotto l'acquerugiola novembrina s'avvia con assessorile coraggio al quotidiano rientro verso le natie terre mandrogne. Le suggerisco di prendersi un pied-à-terre a Torino, almeno per le notti da lupi come questa. Con 'sto tempo io manco affronterei un viaggio lungo un'ora. Altro che un anno.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...