Passa ai contenuti principali

TFF: BREVE STORIA DI UN PICCOLO FESTIVAL

Il direttore del Tff Steve Della Casa
Stasera al Regio (e in diretta a "Hollywood Party", Rai Radio3, ore 19) s'inaugura la quarantesima edizione del Torino Film Festival. È un mese che ne scrivo: anche oggi, sul Corriere, è uscita una croccante anteprima (ecco il link) su quanto racconterà stasera Vincenzo Mollica a proposito di un mancato incontro tra Federico Fellini e Paul McCartney... Nulla di strano se ancor prima dell'inizio del Festival io sia un po' stanchino di scriverne. Pertanto mi permetto di assolvere ai doveri di cronaca senza inventarmi qualcosa di nuovo, ma limitandomi a pubblicare sul blog l'articolo uscito ieri sul Corriere solo nella versione cartacea, e pertanto inedito per il web. Accontantatevi. E divertitevi, al Tff.

Il Torino Film Festival nasce senza proclami roboanti, quasi in punta di piedi, il 25 settembre 1982. A farlo è un pugno di cinefili istigati di un esordiente assessore alla Gioventù della giunta Novelli: Fiorenzo Alfieri. Lo progettano e lo dirigono un docente universitario, Gianni Rondolino, e un regista, Ansano Giannarelli; lo finanziano gli enti pubblici; lo realizza un'associazione privata con Gianni Vattimo presidente e un consiglio direttivo di intellettuali e gente di cinema: Francesco De Bartolomeis, Claudio Gorlier, Marco Vallora e Lorenzo Ventavoli. In squadra, oltre a Baldo Vallero, veterano dei cineclub torinesi, ci sono Roberto Turigliatto (che tornerà al Festival da co-direttore dal 2003 al 2006), Sergio Toffetti, futuro presidente del Museo del Cinema, e Patrizia Pistagnesi, sceneggiatrice di film e fiction tivù; Alberto Barbera, allievo di Rondolino e predestinato prima alla direzione del Festival torinese e poi al trono di Venezia, cura l'ufficio stampa insieme con i giornalisti Rocco Moliterni e Beppe Ferrero
Il festival, che diventerà Tff solo nel 1998, si chiama Cinema Giovani. Perché si ripropone di “indagare sulle forme innovative, periferiche e sperimentali del cinema internazionale”; ma anche perché - tolti Rondolino e Giannarelli e Vallero, che veleggiano sulla cinquantina – l'età media della squadra è attorno ai trent'anni.
Molti dei pionieri di Cinema Giovani arrivavano dell'esperienza del Movie Club, la sala di via Giusti dove si forgiarono la futura “classe dirigente” del Festival, e la cinefilia dei torinesi: l'avevano fondato nel 1974 alcuni studenti ed ex-studenti - quasi tutti allievi di Rondolino – capitanati da Vallero, nel gruppo c'erano già Turigliatto e Vallora, e presto si aggiunsero Toffetti e Steve Della Casa. Chiuse nel 1984, ma Cinema Giovani ne ereditò lo spirito – e il pubblico – e ne proseguì il cammino.
L'attuale Tff nasce dunque dalla perfetta alchimia di una politica preveggente con un ambiente predisposto. C'erano i cineclub e il pubblico dei cineclub; c'erano maestri, e allievi cresciuti nelle aule universitarie e nei cinemini di quartiere; c'era una città pronta per il festival. Di quell'habitat Cinema Giovani fu la naturale conseguenza. E vien fatto di domandarsi quanti dei festival che oggi, a Torino, si inventano a freddo nelle stanze del potere, calati dall'alto o importati e pagati chiavi in mano, saranno fra quarant'anni come il Tff: grandi e sani e amati dai torinesi.

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...