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UNA PROMESSA MANTENUTA

Una promessa mantenuta (strano ma vero) e una case history di tecnica della comunicazione: ecco "Rafforza Cultura", il provvedimento della Regione presentato ieri in pompa magna al Grattacielo da Cirio & Co, dopo che il semplice comunicato stampa, diffuso il 24 marzo, era stato ignorato dagli organi d'informazione. L'avevo ignorato anch'io, occupato a seguire i malestri di Todays e perplesso su alcuni punti della misura approvata martedì scorso dalla Giunta regionale del Piemonte, che stanzia 400 mila euro in due anni per sostenere i soggetti culturali privati beneficiari dei contributi regionali che com'è noto vengono liquidati con ritardi spesso abissali. In pratica, è la risposta alle proteste di associazioni ed enti culturali costretti da quei ritardi a ricorrere al credito bancario (con relativo carico di interessi) per disporre subito del contante necessario per realizzare le attività finanziate.
Vi spiego la mia perplessità. Il provvedimento prevede un incremento automatico fino al 2% del contributo assegnato, per compensare i costi finanziari legati all’anticipo che gli enti culturali ricevono dalle banche in attesa che arrivino i soldi della Regione. Meglio che niente. Ma il 2 per cento in più, mi dicevo, non copre di sicuro l'intero carico degli interessi: dove trovi una banca che ti concede un prestito col 2 per cento d'interesse? Ieri in conferenza stampa hanno spiegato meglio il meccanismo: i beneficiari del contributo regionale potranno ottenere subito tutti i soldi da Intesa San Paolo, presentando la determina di finanziamento. La Regione in seguito rimborserà la banca, con la garanzia di Compagnia di San Paolo che è socia di Intesa. A carico degli operatori culturali resteranno soltanto gli interessi "a un tasso molto basso". E qui la mia perplessità rimane: basso quanto? Perché, se sarà superiore al 2 per cento erogato dalla Regione ai beneficiari come ristoro, beh, la fregatura, per quanto piccola, resta. In compenso sono benvenute le annunciate semplificazioni delle pratiche burocratiche della rendicontazione, che oggi costituiscono un afflittivo calvario per gli operatori culturali, specie quelli meno strutturati.
Ciò detto, rendiamo onore al merito: l'assessore Chiarelli (foto) due mesi fa aveva promesso un provvedimento di questo genere, e ha mantenuto la promessa. Bene, brava, e magari bis.

Ad ogni modo, eccovi il testo del trionfalistico comunicato stampa:

DALLA REGIONE PIEMONTE 400MILA EURO PER ALLEGGERIRE ONERI FINANZIARI E BUROCRAZIA PER GLI OPERATORI DELLA CULTURA

 

Tronzano e Chiarelli: «Abbiamo mantenuto una promessa con una risposta concreta a chi tiene viva la cultura nei territori, con contributi aggiuntivi e rendicontazione semplificata»

 

Contributi maggiorati per coprire i costi bancari e procedure di rendicontazione più snelle: sono due dei pilastri della misura approvata oggi dalla Giunta regionale del Piemonte, che stanzia 400mila euro per sostenere i soggetti culturali privati beneficiari di contributi regionali in spesa corrente, selezionati tramite bandi pubblici.

 

La delibera, proposta dagli assessori Marina Chiarelli (Cultura) e Andrea Tronzano (Bilancio), risponde alle criticità segnalate dal mondo culturale in sede di Tavolo della Cultura: difficoltà di accesso al credito, oneri finanziari insostenibili per le piccole realtà e carichi amministrativi sproporzionati che rallentano l’operatività.

 

Per affrontare questi problemi, la Regione ha previsto un incremento automatico fino al 2% del contributo assegnato, destinato a compensare i costi finanziari legati all’anticipo delle spese da parte degli enti culturali. La misura sarà attiva per gli anni 2025 e 2026, con una dotazione di 200mila euro per ciascuna annualità.

 

«In pratica – spiegano gli assessori Tronzano a Chiarelli - un’associazione culturale che riceve un contributo regionale di 20.000 euro per realizzare un festival o una rassegna sarà riconosciuta, a titolo di compensazione per gli oneri finanziari sostenuti ad esempio interessi bancari per l’anticipo delle spese, una quota aggiuntiva fino a 400 euro. Un aiuto che punta a garantire maggiore liquidità nella fase di avvio dei progetti».

 

Allo stesso tempo, il provvedimento avvia una riforma delle modalità di rendicontazione, introducendo per il triennio 2025-2027 nuove formule semplificate per documentare le spese sostenute. L’obiettivo è alleggerire il carico burocratico che grava soprattutto sugli enti più piccoli e accelerare i tempi di verifica e liquidazione dei contributi, pur mantenendo pieno il controllo sull’uso corretto delle risorse pubbliche.

 

«Con questo provvedimento – concludono Tronzano e Chiarelli – manteniamo la parola data e diamo un segnale a un comparto che consideriamo strategico per lo sviluppo del territorio. Siamo intervenuti su due leve decisive: da un lato, un contributo integrativo per ridurre gli effetti degli oneri finanziari; dall’altro, una semplificazione vera delle pratiche, che libera tempo e risorse per la progettazione culturale. Sostenere la cultura significa anche renderla sostenibile»

 

La misura rientra nel solco tracciato dalla Legge regionale 11/2018 e anticipa l’impostazione del Programma Triennale della Cultura 2025-2027, in corso di approvazione, che conferma l’impegno della Regione per una cultura diffusa, inclusiva e radicata nei territori

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