Passa ai contenuti principali

LA GUERRA DELLE DUE DAME AL BORGO MEDIEVALE

Antonella Parigi guida le sue truppe all'assalto al Borgo Medievale
Chiamatela la Guerra delle Due Dame. Finora la grana è rimasta sottotraccia, ma è probabile che nei prossimi giorni entri in una fase calda. Riguarda la destinazione del Borgo Medievale. Le due dame che se lo contendono sono la castellana in carica, Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei alla quale è affidata la gestione, oltre che di Palazzo Madama, del Mao, della Gam, anche del delizioso "falso" di Alfredo D'Andrade; e Antonella Parigi, direttrice del Circolo dei Lettori, che da più di un anno aspira a utilizzare la struttura per le attività estive.
Le cose stanno così. Il Comune di Torino da tempo vorrebbe assumere un ruolo istituzionale nel Circolo, che al momento è sostenuto soltanto dalla Regione. Re Fassino I e il suo conte palatino Braccialarghe (nome davvero adatto per una saga medioevale) ritengono a ragione che il Comune non possa rimanere fuori da un'istituzione tanto importante, che oltretutto agisce principalmente a Torino. Ma per conquistare un posto al sole nel Circolo servono soldi: solo chi contribuisce può mettere lingua, la regola è sempre quella. Purtroppo il Comune di Torino è più squattrinato del Regno di Francia ai tempi della Guerra dei Cent'Anni. Però Re Fassino I possiede terre e castelli, ed è solito farne generose investiture per saldare i debiti. E' la nota politica dei mattoni al posto degli scudi. Nel caso specifico Re Fassino I ha bel un castello - il Borgo Medievale, giustappunto - che fa assai gola alla Dama del Circolo, alla ricerca di una sede suggestiva, frequentata e a costo zero dove trascorrere la stagione estiva tenendo corte bandita; ovvero proponendo serate d'arte varia per non abbandonare i suoi aficionados (e magari conquistarne altri) e al contempo fare cassa con il bar Barney's nei mesi in cui la calura impedisce di utilizzare le sale di via Bogino. La scorsa estate il Circolo s'era trasferito al Cortile della Farmacia: l'iniziativa aveva avuto successo di pubblico, ma i guadagni erano stati  deludenti: intanto, perché l'esplosione al Museo di Scienze aveva imposto la chiusura anticipata della location; e in secondo luogo perché per installarsi al Cortile il Circolo pagava un affitto non trascurabile. Già allora, Antonella Parigi guardava speranzosa al Borgo Medievale. Una zona privilegiata, d'estate, perché frequentatissima. Una sede di grande appeal. E, ciò che più conta, se l'amministrazione torinese destinasse il Borgo a sede estiva del Circolo, il Comune diventerebbe socio del Circolo, e il Circolo risparmierebbe sull'affitto. Tutti felici, insomma.
Come ad Agincourt: gli eserciti sono schierati
Beh, non proprio tutti. Mi dicono che la presidente della Fondazione Torino Musei non è per nulla felice. Patrizia Asproni sostiene di avere altri progetti: e ci sarebbe - mi ha detto qualcuno - una società interessata a gestire il Borgo per farne un parco a tema sul Medio Evo. Non so quanto la voce sia fondata. Sospetto inoltre che la presidente non sia felice perché nessuno è felice di farsi portare via un castello. Il progetto - di cui vi ho già parlato in un post del 24 gennaio - si è arenato. Antonella Parigi preme discretamente su Re Fassino I. Patrizia Asproni non nasconde la sua contrarietà. Il Re, tirato per la giacchetta da una parte e dall'altra, è in imbarazzo. Tra i baroni della corona - consiglieri e assessori - cominciano a delinearsi gli schieramenti. Le soldatesche sono pronte e scalpitanti. Si aspetta il casus belli per dare inizio alle ostilità. L'occasione, dicono in Comune, potrebbe presentarsi già martedì prossimo. Sarà l'11 febbraio - ironia delle date, giorno un tempo dedicato alla Conciliazione - e la castellana titolare Patrizia Asproni sarà ascoltata dalla Commissione cultura. E' probabile che la faccenda lì venga fuori.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

OGR, METTI UN LEO NEL MOTORE

La notizia, ovviamente, è che le Ogr hanno un nuovo presidente nella persona di Marco Giovannini . Ma trovo interessante la contemporanea nomina alla vicepresidenza di Giampiero "carissimo" Leo, l'infaticabile paladino della cultura a Torino (foto) . Credo che non sia casuale. Le Ogr hanno una doppia anima: quella dell'hub tecnologico, che funziona benissimo, e quella dello spazio culturale, che invece stenta ad affermarsi nell'immaginario cittadino. Leo, che siede nel Consiglio d'indirizzo della Fondazione Crt, potrebbe rappresentare il trait d'union fra le Ogr e le istituzioni culturali del territorio, per rafforzare e rendere più produttivo un rapporto che finora è rimasto ondivago. Mi sembra significativo che la nomina arrivi all'indomani dell'audizione del Comitato Emergenza Cultura davanti alla Commissione cultura della Fondazione , audizione che Leo aveva promosso con il consueto fervore. Anche in vista di un cambio alla direzione delle Ogr...