Passa ai contenuti principali

A VENARIA CAPUCCI STRACCIA IL VERONESE

"Giove dipinge le farfalle", un'opera di Dosso Dossi che sarà esposta alla mostra che si apre a Venaria l'8 marzo
L'8 marzo, dopo la pausa per i lavori di manutenzione straordinaria e per i nuovi allestimenti, la Reggia di Venaria riaprirà con la mostra "Splendori delle corti italiane: gli Este", con opere di  opere di Cosmè Tura, Dosso Dossi, Correggio, Tiziano, Tintoretto, Guercino, Velàzquez e altri maestri.
"Vergine annunciata" di Lorenzo Lotto
Intanto, l'ufficio stampa della Reggia comunica i dati relativi agli ingressi delle sole mostre aperte nel periodo compreso tra il 9 marzo 2013 e il 2 febbraio 2014. Il record, con oltre 108 mila visitatori, lo fa registrare l'esposizione degli abiti firmati dal sarto Roberto Capucci; al secondo posto, a un soffio da quota centomila, il "Bucintoro", l'antica barca regale dei Savoia. Le mostre di pittura hanno risultati molto inferiori. Il meglio piazzato è Lorenzo Lotto, con quasi 56 mila visitatori. La performance più modesta, nonostante i grandi nomi in campo, è quella della mostra "Il Veronese e i Bassano": va però detto che si trattava di una piccola esposizione, con pochissime opere significative. Ecco tutti i dati.

·     Un maestro del Rinascimento. Lorenzo Lotto nelle Marche (9 marzo - 7 luglio 2013): 55.981

Il Cavalier calabrese Mattia Preti. Tra Caravaggio e Luca Giordano (16 maggio - 15 settembre 2013): 55.104

·     La Barca Sublime. Il Bucintoro dei Savoia (9 marzo 2013 - 2 febbraio 2014): 98.893

·      Roberto Capucci. La ricerca della regalità (23 marzo 2013 - 2 febbraio 2014): 108.638

·      Carrozze Regali. Cortei di Gala di Papi, Principi e Re (28 settembre 2013 - 2 febbraio 2014): 42.729

·      Il Veronese e i Bassano. Grandi artisti veneti per il Palazzo Ducale di Torino (12 ottobre 2013 - 2 febbraio 2014): 35.463
 Altre info su www.lavenaria.it


Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...