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LAMPI SUL BORGO: FILURA E BRACCIA VERSO LA TEMPESTA PERFETTA

La tempesta perfetta: Fassino e Braccialarghe si preparano serenamente ad affrontare la questione del Borgo Medievale
Il bello è che adesso cadono dal pero. Sorpresone! Ma chi l'avrebbe detto, che la politica del brick for money non sarebbe piaciuta? Ieri, al CdA della Fondazione Musei, i rappresentanti delle fondazioni bancarie (cioé, quelli che sanno far di conto) hanno piantato casino, perché Palazzo Mazzonis, sede del Mao-Museo d'arte orientale, in concreto non vale nulla. Mica possono venderselo. E ha poca credibilità pure come garanzia di un prestito bancario. Adesso, com'era prevedibile e previsto, Braccialarghe e Fassino sono lì a strologarsi su come trovare i soldi veri. E siamo all'8 febbraio. Ci hanno messo un mese e mezzo a capire ciò che era evidente fin da subito. Ogni giorno ha la sua pena, ok. Ma certe pene sono più scontate di altre. E non sono ancora arrivati alla questione del Borgo Medievale, che sarà un altro canaio. La presidente Asproni vuole cederlo ai francesi perché ne facciano una specie di luna park medievale, con ingresso a pagamento. Il Circolo dei Lettori, che sperava di ricevere dal Comune il Borgo per le attività estive, ci ha messo una pietra sopra, e adesso la direttrice Antonella Parigi flirta con la Holden. Un matrimonio che però non piace né all'assessore Coppola, né al presidente del Circolo Luca Beatrice: loro tifano per un ritorno del Circolo al Cortile della Farmacia - ammesso che il Museo di Scienze possa riaprire prima dell'estate. Per parte sua, la Asproni tende a minimizzare: "Much Ado About Nothing" (molto rumore per nulla) è stato il suo unico, lapidario e shakespeariano commento su twitter.
Concordo sul rumore, ma non sul nulla. Quantomeno è un nulla assai ingombrante. Le due signore, Parigi e Asproni, sono nervose e battagliere. Come sempre accade ai gentiluomini quando due dame s'accapigliano, il povero Fassino e il suo fido coboldo Braccialarghe non sanno che pesci pigliare. Politicamente - e sottolineo "politicamente" - hanno il pepe al sedere, perché il Borgo Medievale come sede estiva è l'unica merce di scambio (in mancanza di contanti) di cui dispongono per entrare in un'istituzione che opera a Torino ma, incredibilmente, non vede la partecipazione del Comune di Torino. Sul tema è bello incarognito il presidente della Commissione cultura, Luca Cassiani: e combinazione martedì prossimo è prevista, in Commissione, proprio l'audizione della Asproni. Secondo me, ne parlano. Vedremo.
Fin qui la politica. Poi c'è la "società civile", e pure da lì arriva Much Ado, e non direi proprio About Nothing. I sindacati, intanto: sono in tumulto perché, magari con l'arrivo dei francesi, prendono sempre più corpo i timori di una "esternalizzazione" dei dipendenti del Borgo Medievale: insomma, non più dipendenti pubblici, bensì "forniti" da una società privata esterna. Peccato che quando fu creata la Fondazione Musei fu stabilito, con tanto di delibera comunale, che i musei medesimi sarebbero stati gestiti da personale della Fondazione; altro che "esternalizzare". I rappresentanti sindacali promettono battaglia all'ultimo sangue (metafora perfetta, per un castello medievale), e chiederanno di essere ascoltati anche loro dalla Commissione cultura.
Last but not least: il progetto di far pagare l'ingresso al Borgo Medievale, con o senza i francesi di mezzo. Peccato che da sempre, fin da quando D'Adrade lo costruì oltre cent'anni fa, al Borgo la gente entra ed esce a piacimento, come in tutto il resto del Parco del Valentino. La sola idea di un balzello, foss'anche simbolico, mette in allarme il quartiere. A quanto mi risulta, c'è già un gruppo di residenti di San Salvario pronto a creare il comitato "Borgo Medievale bene comune", contro ogni ipotesi di privatizzazione di quello che viene vissuto come parte integrante del Valentino, e del libero passeggio dei cittadini.

La tempesta perfetta, insomma.

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