Visto che la mettiamo sull'agonismo, Traffic batte Mozart 2-1. Palla al centro, e stasera (domenica 27) con i Litfiba sarà goleada. Però è tardissimo, sono rimasto a cianciare con Max Casacci fino alla bell'ora, e la faccio breve, rapidissimo report sulla serata e quando mi sveglio racconto il resto. Tempo bello, spettatori presenti circa trentamila, almeno 3-4 mila per l'ouverture con i torinesi del progetto Un'Ora Sola Ti Vorrei - eccellenti, spaccano davvero - poi scendono in campo I Cani e la piazza è già bella calda. Quando ai romanini si aggiunge Max Pezzali è delirio, e non solo delle ragazze nelle prime file che sono venute apposta per lui. Max canta da solo "Gli anni", poi comincia l'evento della serata: Max e I Cani fanno insieme quattro brani (pochi, peccato, ma è un'idea che spero andrà avanti): "Con un deca" (la canzone che ha generato questa collaborazione), "Il pranzo di Santo Stefano", "Corso Trieste" e "L'Universo tranne noi". Prima di lasciare il palco ai suoi nuovi amici per il finale, Pezzali sollecitato dalle richieste di bis improvvisa ancora ("alla ugly god", si schermisce) una festa popolare con l'immarcescibile "Hanno ucciso l'Uomo Ragno". That's all, folks, fra qualche ora ci risentiamo. Buonanotte.
Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare. Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.
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