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LA BOTTA DI CULO DEL CASTELLO DI RIVOLI

Un buon bilancio per il Castello di Rivoli: i visitatori sono in crescita del 10%
Buon anno. Cominciamo il 2018 con un paio di pezzi facili, che riguardano i consueti bilanci di fine anno dei musei. Molti avranno poco da esultare, mi sa. Ma intanto si sono fatti vivi quelli ai quali il 2017 ha detto bene. Primo fra tutti, inaspettatamente, il Castello di Rivoli.
In questo post riporto un riassunto dello sterminato elenco di meriti diffuso dall'ufficio stampa. Ma consentitemi un paio di premesse.

Un museo con una biblioteca

Intanto, noto che il Castello di Rivoli ha ancora una biblioteca, che nessuno progetta di chiudere; e riesce ad effettuare alcune manutenzioni straordinarie. Ciò lo pone, pur con i problemi che ben gli conosciamo, in una posizione assolutamente privilegiata rispetto ad analoghe istituzioni affidate alla sventurata Fondazione Torino Musei

Visitatori: l'aiutino di "Colori"

Una seconda osservazione: il comunicato fornisce il dato complessivo dei visitatori nel 2017 (116.000) e poi parla genericamente del successo della mostra "L'emozione dei Colori nell'arte". Questa, fra Gam e Rivoli, ha totalizzato 138 mila presenze, di cui circa sessantamila si possono attribuire al Castello di Rivoli: ne deriva pertanto che oltre la metà delle presenze annue il Castello le ha realizzate in soli quattro mesi, nel periodo d'apertura di "Colori" dal 14 marzo al 23 luglio. Non è un dato esaltante per le altre mostre che Rivoli ospita e ha ospitato nel resto dell'anno, né per la collezione permanente. Ma almeno Rivoli non ha perso visitatori; anzi li ha aumentati rispetto ai 106 mila del 2016

La fortuna di non essere fusi

Lo stesso risultato temo non l'abbia raggiunto l'altro museo che ha ospitato "Colori", ovvero la Gam. Sto aspettando i dati ufficiali della Fondazione Torino Musei e in giornata, massimo domani, sapremo com'è andato il 2017 nei musei civici. A metà dicembre - mi aveva dichiarato la direttrice di entrambi i musei, Carolyn Christov Bakargiev - la Gam era arrivata a 147 mila visitatori, centomila in meno rispetto al 2016.
Insomma: la Gam crolla, e Rivoli cresce. Non impetuosamente, ma cresce. Per fortuna il Comune di Torino ha bloccato il progetto di "fusione" con la Gam e la conseguente caduta del Castello sotto l'egida della Fondazione Musei. Son botte di culo, oggi come oggi.

Il 2017 del Castello 

Eccovi infine l'estratto del comunicato stampa del Castello di Rivoli:
Nel biennio 2016/2017, l’affluenza al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è aumentata del 21% rispetto agli anni precedenti; di cui il 10% nel 2017, pari a 116.000 presenze. La mostra "L’emozione dei Colori nell’arte" è stata tra le cinque più visitate in Italia nel 2017. 
Nel 2017 è stato siglato l’accordo con la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte che ne affida la collezione al Castello.
Sempre nell'anno appena trascorso è stato creato il CRRI (Castello di Rivoli Research Institute), dipartimento nato grazie al contributo della Regione Piemonte e al sostegno dalla Compagnia di San Paolo. Al nuovo dipartimento sono destinate alcune sale al secondo piano della Manica Lunga e gli spazi della Biblioteca riconfigurati grazie al contributo della Regione Piemonte. La Biblioteca del Castello di Rivoli, parte integrante del CRRI, nell’ultimo biennio ha aumentato la propria dotazione di oltre 3.200 pubblicazioni, raggiungendo un patrimonio librario di circa 42.500 volumi oltre alle riviste e ai periodici internazionali.
Nel 2017 oltre tremila classi hanno partecipato ai percorsi proposti dal Dipartimento Educazione al Museo, che ha inoltre curato innumerevoli progetti sul territorio, coinvolgendo circa 80.000 persone. 

Nel 2017 oltre 8.000 persone hanno fruito del nuovo servizio navetta gratuito Rivoli Express che il sabato, domenica e festivi collega il centro di Torino al Museo.
Nel corso del 2017 importanti interventi di manutenzione - realizzati anche grazie al contributo della Fondazione Magnetto - hanno interessato l’impianto di illuminazione delle sale auliche, consentendo un risparmio energetico e la salvaguardia degli affreschi storici dei soffitti. 

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