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FORSE ABBIAMO UNA BUONA NOTIZIA: LOVERS RITROVA IL PUBBLICO E L'ALLEGRIA. E PIF GLI REGALA IL DIBBBATTITO

E' tornato il pubblico. La folla ieri sera davanti al cinema Massimo: la sala era imballata, non tutti sono riusciti a trovare un posto
La sala gremita per l'inaugurazione di ieri sera al Massimo
Sotto, stessa sala, stessa ora, apertura del 2017: tanti vuoti
Beh, se il buon festival si vede dall'inaugurazione, bisogna dire che a Lovers non poteva andare meglio. Non poteva proprio, neppure fisicamente, dato che ieri sera il Massimo era pieno imballato come ai bei tempi. Tutta un'altra storia rispetto all'anno scorso, quando avevo visto una sala con troppi posti vuoti; e lì era cominciato il calvario di un'edizione da dimenticare
Ieri sera ho avuto una piccola ma rassicurante conferma delle mie prime impressioni: e cioé che la batosta del 2017 sia stata salutare e abbia indotto la direttrice e chi le è vicino a un esame di coscienza, pur senza ammissioni di colpa. Sia come sia, oggi ho qualche motivo in più per sperare che  Lovers abbia svoltato e si sia rimesso sulla buona strada. Non soltanto per via della sala piena: quella, uno la può anche attribuire alla presenza di un ospite musicale come Francesco Gabbani, che il suo pubblico se lo tira dietro comunque. 

Pubblico che non c'entra con il Festival: difatti, non appena il Gabbani ha terminato la sua cantatina, le fanatiche gabbaniane hanno rumorosamente levato le tende liberando tre o quattro file. Vaya con dios. Spiace soltanto per quelli che, davvero interessati a Lovers, erano rimasti fuori.
Però, anche al netto dell'effetto-Gabbani - che è comunque un tipo bravo e simpatico - la serata inaugurale è piaciuta. Persino a me. Il presidente Minerba e la direttrice Dionisio hanno azzeccato quasi tutto, a cominciare dalle mises. Il Minerba con panciotto e papillon glitterati non ha deluso neppure stavolta i fans dell'ultimo dandy del cinema torinese; ma pure Irene ha guadagnato molte posizioni rispetto al mortifero total black e alle improbabili polacchine dell'anno passato. Migliorare è ancora possibile (le gonne corte e svasate sono molto impegnative) ma ieri già faceva la sua bella figura.
L'ultimo dandy. Il glitteratissimo presidente Minerba
Saggio è anche stato, da parte di presidente e direttrice, scansarsi lasciando fare al navigato conduttore professionale Pino Strabioli che senza troppi danni ha portato la serata fuori dalla inevitabili secche dei ringraziamenti e saluti e blablabla, risparmiandoci i teatrini di politici sul palco: sicché il pubblico è arrivato ancora sveglio e reattivo al piatto forte dell'intervista al giurato Pif.
Pif è un genio, anche quando non lo sa: quindi se n'è uscito con una dichiarazione a proposito di certi "eccessi folkloristici" del Pride ("io non capisco quelli che si travestono da pene") senz'altro ragionevole, epperò spericolata dato il contesto. Difatti dalla platea s'è levata la stentorea voce di uno spettatore che ha espresso con veemenza la sua diversa opinione. Ne è nato un divertentissimo botta e risposta fra i due, con il pubblico che applaudiva o rumoreggiava a seconda dei personali punti di vista. Insomma, una bella caciarona stile "Corrida" che ha riportato Lovers a quello che deve essere: non soltanto un festival di cinema, ma anche un posto dove di parla di diritti e di tolleranza; con serietà, ma anche con allegria. Il bello è che la cosa non è degenerata in rissa, e ciò - oggi e in questo paese - ha del miracoloso. L'altro aspetto divertente della riuscita gag è che lo spettatore dalla voce stentorea è il compagno di Giovanni Minerba. Resterà per sempre il sospetto che se la siano combinata: come Baudo con Cavallo Pazzo.
Pif accolto sul palco da Minerba e Dionisio
Ad ogni modo, l'estemporaneo dibbbattito è stato la perfetta conclusione di una serata molto allegra, molto relaxed. Di sicuro Lovers ha ritrovato il suo pubblico, e credo dipenda anche - ma non solo - dal ritorno alle date tradizionali del festival, dopo il dissennato spostamento a giugno. Per molte delle proiezioni di oggi è già esaurita la parte dei biglietti (circa un trenta per cento) che possono essere acquistati in prevendita. E un po' tutti, nello staff del Festival, mi confermano che i film di quest'anno sono scelti per piacere a tutti, non soltanto ai cinefili duri e puri. 

Il programma di oggi, sabato 21

Intanto, ecco il programma di oggi sintetizzata nel comunciato dell'ufficio stampa del Festival:

Il programma entra nel vivo con Future Lovers il concorso internazionale cortometraggi: alle 14.15 in sala 2 "Quella lama nel bosco" (The Blade in the Wood, Italia, 2017, 8’) di Antonio Padovani che sarà presente in sala.
Alle 16, in sala 1, invece la prima proiezione del Focus Pride, in collaborazione con il Coordinamento Torino Pride sarà "My Days of Mercy" di Tali Shalom(G.B/USA, 2017, 103’). Fra gli interpreti una favolosa Ellen Page, candidata all’Oscar per Juno.
Sempre alle 16, ma in sala 2, per la carte blanche di Giovanni Minerba "A Glória e a Graça" di Flavio R. Tambellini (Brasile, 2017,94’), dramedy almodovariana che affronta con leggerezza temi importanti. In sala con Giovanni Minerba, Alessandra Berni e Laura Righi.
Al via anche All the Lovers, concorso internazionale lungometraggi, con "God’s Own Country" di Francis Lee (GB, 2017, 104’) alle 18.15 in sala 1 e con "Pihalla" (Screwed) di Nils-Erik Ekblom (Finlandia, 2017, 100’) alle 20.30 sempre in sala 1; Real Lovers, concorso internazionale documentari con "Bixa Travesty" (Tranny Fag) di Kiko Goifman e Claudia Priscilla (Brasile, 2018, 75’) alle 18 in sala 2. Infine Irregular Lovers, concorso internazionale iconoclasta, con "Mandico", focus a cura del Sindacato Belleville in sala 3 alle 18.30.
Alle 20.15 ancora in sala 3, l’ospite d’onore Robin Campillo sarà presente per la proiezione del suo film "120 battiti al minuto" (Francia, 2017, 143’). La pellicola che ha consacrato l’autore, pluripremiato a Cannes,è un grido di denuncia, vitale e vibrante, delle ipocrisie di cui è stato vittima l’universo Lgbtqi francese e che ha scatenato non poche polemiche alla sua uscita nel nostro Paese
È anche la giornata di Lovers Goes Industry - il primo spazio di incontro e di confronto dedicato all’industria cinematografica Lgbtqi in seno a un festival – promossa dall’Associazione Culturale Drugantis in collaborazione con Lovers e con il supporto di Compagnia di San Paolo. Il Lovers Film Festival diventa così crocevia irrinunciabile per l’industry Lgbtqi: produttori, distributori, esercenti e filmmaker saranno invitati a partecipare a una giornata di networking. L’evento includerà tavole rotonde, discussioni e pitching. Verranno inoltre presentati alcuni film in postproduzione o da poco completati in cerca di partner e opportunità distributive. L’obiettivo è quello di facilitare il networking tra i professionisti dell’industry del settore con particolare attenzione alla distribuzione di prodotti cinematografici Lgbtqi. La giornata si svolgerà la mattina presso la Film Commission Torino Piemonte e il pomeriggio presso il Circolo dei Lettori.

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