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"FROCIE CONTRO LOVERS": IL SOLITO FILM AL MASSIMO

Una delle scritte sulla facciata del Massimo
Com'è tradizione, anche quest'anno alla vigilia di Lovers qualche antagonista armato di spray s'è preso la briga e di certo anche il gusto di andare a scrivere slogan contro il Festival sulla facciata del Massimo. La facciata viene regolarmente ripulita, le scritte cancellate, e il conto (circa duemila euro) finisce sul budget del Festival. In passato le scritte contestavano la collaborazione del Tglff con l'ufficio culturale dell'ambasciata di Israele; adesso la collaborazione è cessato, le scritte no. In mancanza di spunti specifici, gli antagonisti si premurano di comunicare che sono genericamente contro Lovers. Anzi, che sono "Frocie contro il Lovers". Qualcuno più esperto di me mi spiega che il termine "Frocie" rappresenterebbe (oltre al plurale di "frocia" in una concezione antagonista dell'ortografia) un gruppo antagonista gay che non apprezza la collaborazione di Lovers con il Coordinamento del Pride. In effetti nelle altre scritte sulla facciata del Massimo ci dicono che sono "Frocie in lotta" e "Frocie incivili". 
Le scritte un rigurgito omofobo. Su questo piano i tradizionali indignati al momento brillano da tempo per la loro assenza. Anche oggi pomeriggio all'audizione dei vertici del Festival davanti alla Commissione cultura tutto è filato liscio ben oltre i limiti della noia. L'unico frisson, almeno sul versante sintattico, lo ha regalato il presidente Minerba con un brillante "morse" inteso come passato remoto di "morire". Irrilevanti le domande dei pochi commissari presenti. Mancavano i rappresentanti del centrodestra. 
E agli eventuali aspiranti moralizzatori è probabilmente sfuggita, nel programma di quest'anno, a sezione "Porn Lovers"

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