Passa ai contenuti principali

CHI DANZA E CHI PAGA

In prima fila: da dx, Leon, Fonsatti, Cristina Olivetti
di Compagnia di San Paolo, e l'assessore supplente
Massimo Giovara. Alle spalle di Giovara, indicato
casualmente dalla freccetta verde, il fido staffista
della Leon Gianni Limone. Larotella arriverà dopo
Stamattina sono stato alla presentazione di Torinodanza - la seconda nell'arco di due mesi. 
Il festival, diretto per la prima volta da Anna Cremonini, comincia stasera con un'anteprima, "Betroffenheit", alle Fonderie Limone, ma il cartellone vero e proprio si snoderà fra il 10 settembre e il 1° novembre, e di sicuro prima di allora faranno un'altra presentazione.
A detta di chi se ne intende, Anna Cremonini ha progettato un eccellente festival: e comunque a me - indipendentemente dalle parentele - lei fa un'ottima impressione e mi sembra che anche nell'ambiente raccolga consensi ampi. Ma non sta a me giudicare in materia artistica.
Sul piano finanziario, come ho già scritto il budget di Torinodanza supera il milione di euro: la metà, 500 mila euro, la mette la Compagnia di San Paolo, 120 mila vengono dalla banca Intesa Sanpaolo, 100 mila dal ministero dei Beni culturali (così mi hanno detto, ma per la precisione mi risulta che nel 2017 il contributo del Fus è arrivato a 114.576 euro), e 180 mila rappresentano la quota-parte del contributo della Regione allo Stabile che viene destinata al festival. Infine ci sono i ricavi della biglietteria, che si prevede s'aggireranno attorno ai 130 mila euro. 
Anna e i suoi boys Fonsatti e Vallarino Gancia
Lo sbigliettamento rappresenta una percentuale non alta (il 12-15 per cento) dell'intero budget, ma - mi spiega il direttore dello Stabile Fonsatti - è la conseguenza di una scelta precisa: quella di praticare prezzi contenuti per invogliare gli spettatori giovani e/o non abbienti. In effetti il costo dei biglietti (20 euro, ridotti a 12 per gli under35) e degli abbonamenti è conveniente, rispetto ai prezzi correnti per il balletto. 
Inoltre Torinodanza è strozzato dagli spazi: i numerosi sold out che fa registrare dimostrano che le presenze - e di conseguenza gli incassi - sarebbero maggiori se soltanto si disponesse di spazi più grandi.
Invece non si spiega, ma non è una novità, la totale assenza del Comune fra i finanziatori di un festival il cui budget - comunque - è coperto appena per il 30 per cento da contributi pubblici (Stato e Regione): il Comune non caccia un centesimo da quasi dieci anni, da quando cioè il Chiampa sindaco con una scaltra mossa delle sue sbolognò Torinodanza allo Stabile. Ciò che ogni volta mi diverte è però la gratuita (in tutti i sensi) e ciarliera presenza, alle presentazioni-passerella di Torinodanza, di abbondanti capataz comunali. Oggi in prima fila c'erano l'assessore Leon, l'onnipresente assessore supplente Giovara, e Angela Larotella, la segretaria generale dell'altrettanto onnipresente Fondazione Cultura. Larotella ha anche preso la parola per lodare assai le meraviglie di Torinodanza. Assenti il rappresentante di Intesa Sanpaolo e l'assessore regionale Parigi - forse stava ancora a San Pietroburgo per la mostra del Castello di Rivoli sull'arte povera - ha parlato pure la rappresentate di Compagnia di San Paolo: loro, però, pagano.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...