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REGIO, MA CI STATE A PERCULARE?

La tragicommedia del Regio prosegue senza soste, e senza vergogna. Ieri c'è stato l'incontro dei sindacati con il Consiglio di indirizzo e con il Collegio dei Revisori; secondo quanto riferisce il sindacato, costoro hanno "comunicato" che "la proroga al 31 ottobre per la chiusura del bilancio fornisce maggiore tempo per valutare la situazione economico-finanziaria".
Scusa, fammi capire: ma questi ci stanno dicendo che l'hanno scoperto adesso, che c'è la proroga? Ma se era già prevista dal decreto di marzo, ripeto di marzo! E loro non lo sapevano? Cioé, posso non saperlo io, può non saperlo Ciccillo il pesciaiolo, ma lorsignori ci lavorano, con 'sti cazzi di leggi! E lo scoprono adesso? Maddai, allora ditelo che state a gioca'. Ditelo, che vi divertite a percularci. Ditelo, che qualcuno voleva il commissariamento ad ogni costo, e con la proroga ci si puliva il culo.
Però, anche voi sindacalisti, che constatate "con amarezza la totale assenza della Presidenza e l’assoluta mancanza di informazioni relative al destino del Teatro". Constatate? Adesso? Ma che vi aspettavate? Quella che voi definite "la Presidenza" ha un nome e un cognome e un nick, Chiara "Chiarabella" Appendino. Ed è dall'inizio della pantomima che fa il pesce in barile. Quindi, cari lavoratori, io il comunicato ve lo pubblico volentieri, ma sappiate che scrivere "attendiamo risposte" non serve. Le risposte non ci saranno. The answer, my friend, is blowing in the wind.
O almeno, le risposte dovrebbe chiederle chi paghiamo apposta per fare le domande, nella sede idonea: mi auguro quindi che i nuovi scenari aperti dalla proroga al 31 ottobre, e soprattutto i motivi per cui tale opportunità è stata accuratamente taciuta, già lunedì prossimo siano oggetto di un'interpellanza generale e urgente da parte di tutte le opposizioni (Forza Italia compresa) in Consiglio comunale. Altrimenti, che cazzo li paghiamo a fare, quelli?

Il comunicato sindacale

In data 3 luglio 2020 si è svolto un incontro tra Direzione del Teatro Regio di Torino, le organizzazioni sindacali e le RSU.
In tale incontro la direzione ci ha aggiornato riguardo gli incontri del Consiglio di Indirizzo e il Collegio dei Revisori, comunicandoci che la proroga al 31 ottobre per la chiusura del bilancio fornisce maggiore tempo per valutare la situazione economico-finanziaria, che si stanno avviando le manifestazioni di interesse per le figure apicali (direttore amministrativo, direttore marketing e direttore tecnico) e infine informazioni sulla programmazione estiva, che ci vedrà protagonisti di numerosi concerti, in teatro e all'aperto.
Nonostante la notizia della programmazione estiva sia positiva per le lavoratrici e i lavoratori del Regio, oltre che per la cittadinanza, dobbiamo con amarezza constatare la totale assenza della Presidenza e l’assoluta mancanza di informazioni relative al destino del Teatro, in vista dell’inaspettato, e a nostro avviso ingiustificato, commissariamento.
Ricordiamo che la tempistica di tale decisione ha suscitato l'interesse della magistratura, già impegnata nell'inchiesta sul Teatro Regio per presunta corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio.
Non c'è informazione né assunzione di responsabilità su nessun aspetto del teatro: più di un mese fa la Sindaca si impegnava con i sindacati a fornire i dati di bilancio per una attenta valutazione sul commissariamento: questi dati non sono mai arrivati e benché fosse possibile una proroga al 31 ottobre, non sono state concepite strade alternative all'amministrazione straordinaria.
Non abbiamo notizie sul commissario né un'idea di quando si insedierà, con la conseguenza di essere fermi su tutti gli aspetti organizzativi e di programmazione della stagione, nonché ignari della sorte degli oltre 80 precari, tra lavoratori strutturali ed atipici.
Il Teatro ha il dovere costituzionale e statutario di assolvere alla sua funzione pubblica di diffusione della musica e della cultura, assicurando una attenta offerta musicale per la cittadinanza.
Risulta quindi inammissibile questa totale mancanza di attenzione non solo verso i lavoratori del Regio, ma anche verso i contribuenti e cittadini.
Attendiamo risposte
La Rsu del Teatro Regio di Torino

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