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IERI C'ERANO DUE FLASH MOB. ENTRAMBI GIUSTI

E' interessante stamattina leggere le homepage dei quotidiani torinesi: al momento (sono le ore 9,16) non tutte riferiscono del flash mob antirazzista di ieri pomeriggio in piazza Castello, mentre tutte registrano con un certo rilievo quello dei lavoratori dello spettacolo, che c'è stato sempre nel pomeriggio in piazza Carignano. 
A me ovviamente fa molto piacere che si dia visibilità alla giusta protesta del mondo dello spettacolo dal vivo, che la crisi covid ha messo alle corde. Un po' meno che non susciti analoga attenzione una questione che mi sembra non trascurbile, per la civiltà di un paese.
Ad ogni modo. Per contribuire, nel mio piccolissimo, a ristabilire uno straccio di par condicio, riporto volentieri (con la titolazione originale, anch'essa a mio avviso indicativa) i lanci che l'Ansa ha dedicato alle due manifestazioni.

Duecento in piazza a Torino, "città è ancora razzista"
(ANSA) TORINO, 27 GIU - "Mica siamo in Africa", "Parli bene l'italiano hai pure l'accento". Sono alcuni degli stereotipi razzisti comparsi sui cartelli portati dai circa 200 manifestanti che si sono ritrovati in piazza Castello, a Torino, questo pomeriggio al grido di 'Black Lives Matter'. C'erano sono anche alcuni ex combattenti Italiani in Siria contro l'Isis. Tra le altre cose, spiegano in una nota, contestano "la decisione del Pd di bloccare l'intitolazione dei giardini torinesi di via Revello ai caduti delle Forze siriane democratiche curdo-arabe nella guerra contro l'Isis". Oltre a loro, presenti anche alcuni braccianti di Saluzzo, lavoratori stagionali per la raccolta della frutta. 

Littizzetto, "nostro settore dimenticato e senza tutele"
(ANSA) - TORINO, 27 GIU - C'era anche Luciana Littizzetto oggi in piazza Carignano, a Torino, davanti al Teatro Stabile, al flashmob intitolato "Gli invisibili", promosso da Lavoratrici e Lavoratori dello Spettacolo Piemonte in concomitanza e in sostegno della manifestazione nazionale di oggi a Roma per chiedere sostegno e tutele ai lavoratori del settore, tra i più penalizzati dalla pandemia e dal lockdown. "Siamo attori, registi, musicisti, scenografi, ballerini, costumisti, circensi, organizzatori di eventi, poeti, saltimbanchi, insomma tutto il mondo dello spettacolo, precario per definizione - ha detto Littizzetto leggendo pubblicamente in piazza un documento a nome di tutti - stiamo subendo un duro colpo, il nostro settore è in ginocchio. Vogliamo essere riconosciuti come lavoratori perché questo siamo, vogliamo i nostri diritti e la nostra dignità, ammortizzatori seri, tutele e regolamentazioni del settore e anche risposte dall'Inps sul bonus di aprile e maggio che per chi non ha partita Iva non è mai arrivato".
"Molte realtà chiuderanno, molti di noi dovranno cambiare lavoro - dice Francesco Saccani, macchinista cinematografico - siamo qui per chiedere di non essere dimenticati".


P.S. Per prevenire le obiezioni dei cagacazzi: no, non ho partecipato a nessuno dei due flash mob; e sì, le mie condizioni di salute mi sconsigliano ancora di partecipare a eventi pubblici.

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