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PROGRAMMI PER IL 2022: NEL CIOCCOLATO FINO AL COLLO

Tornano gli accampamenti circassi in piazza
Rassegnamoci: triste ma vero, pure quest'anno ci beccheremo CioccolaTò: e, sfiga nella sfiga, lo faranno esattamente dal 28 ottobre al 6 novembre, così da ritrovarci le orride baracchette in piazza giusto durante il weekend di Artissima, onde esibire ai turisti, ai vip e ai collezionisti piovuti in città da ogni dove il volto più deprimente di Torino.

Ho scoperto la feral notizia oggi alla presentazione del "Calendario Eventi 2022". Poiché c'erano radunati, per la lieta occasione, ben tre assessori tre (Purchia della Cultura, Carretta degli Eventi e Chiavarino del Commercio), ho subito chiesto lumi. Gli scaltri Purchia e Carretta per competenza hanno svicolato mollando la fregatura all'ignaro Chiavarino: e lo sventurato ha accolto la mia domanda come una sorta di rivelazione. Ho realmente il sospetto che non ne sapesse nulla. Sicché è toccato a una dirigente spiegarmi che purtroppo c'è un contratto con gli organizzatori di CioccolaTò, sottoscritto dalla Chiarabella's Band, valido ancora per due anni. Morale: per due anni ancora ci suchiamo CioccolaTò e impariamo a dar fiducia ai fenomeni. Ho supplicato Chiavarino affinché almeno le baracchette non finiscano nelle piazze auliche, ma confesso di nutrire scarse speranze. 

Come vi dicevo, ho appreso che moriremo cioccolatai in occasione dell'incontro dei tre assessori con i rappresentanti degli operatori commerciali e turistici cittadini, durante il quale è stato svelato il "Calendario Eventi 2022". 

Ora: è da tempo immemorabile che l'amministrazione civica, a un certo momento dell'anno, presenta un "calendario degli eventi" dell'anno medesimo, o del successivo. Si tratta, banalmente, di un copia-incolla con il quale gli uffici riuniscono i principali eventi in programma: sempre i soliti, beninteso: Salone del Libro, festival cinematografici, Luci d'Artista eccetera eccetera, quast'anno si aggiungono l'Eurovision e il Festival dell'Economia, e c'è poco da stare allegri.

Poi gli assessori sbandierano il "calendario" con ampie enfiagioni di gote per mostrare quanto si danno da fare e quanto si impegnano per "riordinare" e "coordinare" gli eventi (ma quando? ma dove? sbattendoci in piazza l'accampamento circasso di CioccolaTò in pieno weekend di Artissima?) e quanto quel "nuovo" strumento frutto delle loro fatiche si dimostrerà prezioso per incentivare il turismo e il commercio. Gli operatori di turismo e commercio manifestano vivo plauso e soddisfazione per l'innovativa trovata.

Minchiate.

Ai tempi d'Appendino, pareva ogni volta che la Giunta comunale avesse inventato la fusione a freddo: mancavano soltanto il coro e orchestra per intonare la Marcia trionfale dell'Aida. Stavolta invece, a onor del vero, i tre dell'Ave Maria non hanno fatto troppo spatusso, limitandosi a manifestare i loro buoni propositi e ad auspicare una più stretta collaborazione con gli imprenditori del settore. Poi vabbé, gli imprenditori si sono profusi in lodi, ma li capisco poveri: con quello che stanno passando le loro imprese, persino un nulla come il "Calendario degli Eventi" serve a mantenere viva la speranza.

Io, in compenso, ho avuto la mia piccola soddisfazione postuma quando Carretta ha dichiarato che, per il futuro, vorrebbero creare un grande evento degno della vocazione musicale di Torino: "non rifare Traffic - ha precisato - ma comunque qualcosa di importante". Ne deduco che i nostri eroi prendono atto (meglio tardi che mai) che quel "qualcosa" non è Todays, inventato da Fassino per avere un "suo festival" dopo aver distrutto Traffic, e in seguito eletto a bandiera rock dell'amministrazione grillina che a lungo tentò di narrarlo come "evento di rilevanza europea". A quanto pare, non è più tempo di narrazioni.


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