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MARRONE SERVE: PORTA FORTUNA

Il fratello d'Italia Maurizio Marrone è da tempo immemorabile un'assidua presenza in questo blog. Io lo adoro: dopo la scomparsa della Premiata Compagnia Appendinica è rimasto il solo personaggio del teatrino politico subalpino capace di animare una recita che, dal mio punto di vista, s'è fatta alquanto banale e ripetitiva. Meno male che Marrone c'è, e mi regala di tanto in tanto il colpo d'ala, la gag geniale, la trovata da applauso a scena aperta. Mi corre quindi il dovere di esprimere il mio apprezzamento per lo slogan elettorale marroniano che da qualche giorno campeggia sui manifesti in giro per Torino: "L'assessore che serve".

In effetti Marrone serve. E non alludo a certi meme malignazzi (tipo "serve Putin"). Marrone serve davvero, nel senso che è utile, e non soltanto a me, perché porta buono: serve perché una sua parola può costruire delle fortune, come dimostro nell'articoletto che ho pubblicato ieri sul Corriere e che - non essendo reperibile on line - riproduco qui a beneficio di chi se lo fosse perso.

Secondo me l'ha fatto apposta. Sospetto persino l'inciucio. Di sicuro la consequenzialità causa-effetto è stupefacente. I fatti parlano: in un'intervista l'assessore alla Cultura in pectore Maurizio Marrone butta lì, con apparente noncuranza, la sua scomunica personale contro il direttore dell'Egizio Christian Greco che – assicura – dipendesse da lui non riconfermerebbe.
Apriti cielo: si scatena l'indignazione di massa, la protesta vibra dall'Alpe al Lilibeo, dai giornali ai social dilaga la solidarietà pubblica e privata per il bravo direttore. Talmente bravo, va detto, da non abbisognare di alcuna solidarietà, e da non temere le scomuniche di nessuno, men che meno di Marrone.
Ma davvero notevole è quel che segue, l'onda lunga non dichiarata ma tanto evidente da non potersi negare. Prima la Camera di Commercio proclama Christian Greco “torinese dell'anno”, e ci sta tutta. E adesso la Conferenza dei capigruppo all'unanimità manda in Consiglio comunale - per una votazione che si prevede plebiscitaria – la proposta di conferire a Greco il Sigillo Civico, la più alta onorificenza pubblica torinese.
Che dire? È lampante che Marrone porta buono. Quindi nessuna meta sembra ormai preclusa al bravo direttore Greco baciato dalla scomunica marroniana: Megadirettore naturale di tutti i musei, Capitano dei pompieri e della protezione civile, Pallone d'oro a vita, Gran Siniscalco dell'Ordine del Bagno e della Giarrettiera, Rajah di Sarawak. E chissà se nel centrosinistra qualcuno già pensa di candidarlo alla presidenza della Regione: almeno, forte di quell'endorsement, SuperGreco avrebbe qualche possibilità di vincere.
Non sottovalutiamo il magico potere di Marrone: il dono di suscitare con le proprie dichiarazioni reazioni diametralmente inverse. Per il bene pubblico è auspicabile che tale potere venga esercitato anche in altri ambiti. L'assessore duro e puro darebbe un immenso contributo alla riduzione degli incidenti d'auto scagliandosi contro i limiti di velocità; alla crescita culturale della società raccomandando al popolo a disertare teatri e biblioteche; e, last but non least, alla corretta alimentazione dei piccini affermando che le verdure fanno schifo.

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