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Visualizzazione dei post da 2026

QUELLI CHE «VOGLIO CAPIRE»

E cadono pure dal pero, povere stelle. Tipo Marina Chiarelli, assessora regionale presumo alla Cultura, la quale, a cose fatte ed esequie del Folk Club celebrate , rilascia a un giornale la seguente, surreale dichiarazione: «Sono pronta a incontrare il direttore Paolo Lucà, voglio capire bene le ragioni della chiusura». Formidabile. «È pronta». Le serviva un po' di preparazione, magari un bel training autogeno, e adesso può concedere l'udienza, manco fosse il Re Sole. Perché lei «vuole capire le ragioni». Beh, se proprio ci teneva, l'assessora poteva come tutti noi degnarsi di andare martedì scorso al Folk Club ad ascoltare quelle «ragioni» dalla viva – e dolente - voce del direttore Paolo Lucà. O, senza neppure scomodarsi, poteva dare un'occhiata in casa propria, al contributo triennale di 48 mila euro che per il Folk Club erano vitali e a norma di bando gli spettavano, ma ooops, qualcuno ha inciuccato le quote («inciuccato», non «inciuciato»: non sia mai!), così i sol...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...

SEMPRE PEGGIO: PERDIAMO ANCHE IL FOLK CLUB

Un'altra sconfitta. Torino perde anche il Folk Club. Paolo Lucà - che nel 2008 aveva raccolto il testimone del padre Franco prematuramente scomparso - ha deciso di mettere fine a una straordinaria avventura musicale e umana durata quasi un quarantennio. Non trovo ancora le parole adatte per commentare l'ennesimo vulnus che subisce il tessuto culturale de lla nostra sventurata città. Domani in un incontro pubblico Paolo Lucà spiegherà le ragioni della sua scelta (ma se ripercorro la storia e le vicissitudini del Folk Club  alcune posso già intuirle...). Qualche doverosa e pacata riflessione la scriverò sul Corriere di domani. Intanto riporto qui il testo del post comparso oggi su Fb.  Cari amici, so che per molti di voi questa notizia giungerà come un fulmine a ciel sereno... ma non esiste altro modo per dirlo se non per quel che è: dopo 38 anni di instancabile attività, al temine di una XXXVII Stagione concertistica davvero entusiasmante, un grande successo di pubbli...

È UFFICIALE, TUTTI CI RIDONO DIETRO: STA PURE SCRITTO SUI MANIFESTI

Il manifesto che qui vedete è l'ennesimo frutto della immaginifica campagna di brandizzazione della città "torino due punti", ai quali due punti seguono le brillanti trovate di qualche genietto incompreso della comunicazione. Spesso i genietti non ci azzeccano una fava, essendo milanesi: tipo proclamare che a Torino ci sono "le montagne più alte d'Europa" (ma dove? Il Bianco sta in Val d'Aosta...) e "l'arte gioielliera" (che non esiste, semmai si dice "arte orafa"). Talora si espongono pure a facili ironie, come quel "torino: una città, mille facce" cui il pennarello di un ignoto disfattista ha aggiunto "...di stronzi". Ma stavolta il genietto di turno ha centrato il problema, definendo Torino (pardon, "torino:") la città - "sabauda", si precisa con milanesissimo sussulto di fantasia - "che diverte tutto il mondo". Nel senso, presumo, che ci facciamo ridere dietro da tutti. In eff...

I VINCITORI DI CINEMAMBIENTE

Ecco i film vincitori della ventinovesima edizione del festival CinemAmbiente, che si chiude oggi:   ➤ Premio Asja per il miglior documentario della sezione internazionale, di € 5000, assegnato dalla giuria composta da Jason Box, Gabriele Crescente , Lena Herzog, Kohei Saito e Cristina Piccino a :   Nuisance Bear (foto)   di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA/Canada/Regno Unito)   con la seguente motivazione : Un film non dogmatico nella capacità di mostrarci come l'uomo amministra il mondo e la natura. Visivamente ammaliante, danza nei contrasti: divertente, tragico, paradossale, non rinuncia all' empatia nel narrare l'estinzione animale e dei nativi.   Menzione speciale a:   Rua do Pescador, nº 6 di Bárbara Paz (Brasile)   con la seguente motivazione : Le storie personali nella battaglia per la sopravvivenza di una comunità resiliente passano attraverso l'intensità con cui l'autrice ci racconta una tragedia della sua terra. La semplicità dell...

EXPOSED: BEL TENTATIVO, MA INSOMMA...

La terza edizione del fotofestival «Exposed» è durata 55 giorni e si è chiusa lo scorso 2 giugno. Pudicamente, la comunicazione ufficiale rinuncia a parlare di «grande successo», limitandosi a dichiarare «12.600 pass scaricati, con un incremento di oltre 50% rispetto all’edizione 2025, e 107.000 visitatori nelle sedi espositive indoor, ai quali si aggiungono le migliaia di persone che hanno visitato le mostre outdoor disseminate nello spazio urbano». Il miglioramento, rispetto al passato, è indiscutibile: d'altronde era arduo fare peggio dei primi due fallimentari tentativi. Affidare «Exposed» alle cure competenti di Camera e di Walter Guadagnini è stata una mossa sensata, che ha accresciuto la qualità complessiva e la «leggibilità» del festival. E rinunciare saggiamente ai proclami fanfaroni tipo «Torino capitale europea della fotografia» ha messo al riparo da scorni e sberleffi la possente «Cabina di Regia» (Comune, Regione, Camera di commercio, Compagnia di San Paolo e Fondazion...

KOHEI SAITO A CINEMAMBIENTE

Al cinema Massimo la ventinovesima edizione di CinemAmbiente si avvìa alla conclusione: ecco gli highlights del weekend finale  Tra gli appuntamenti di oggi: Gli ultimi titoli del Concorso documentari : In Excess , che segue i contorti percorsi di smaltimento dei rifiuti in una grande città come Filadelfia e oltre, Nuisance Bear , sugli orsi polari che si ritrovano le loro rotte migratorie interrotte dal cambiamento climatico e sono costretti a una forzata convivenza con gli umani, e Underland , co-prodotto da Darren Aronofsky e tratto dall’omonimo bestseller di Robert Macfarlane, che esplora l’affascinante mondo nascosto del sottosuolo. Per il focus Senza limiti? Come ripensare il Pianeta , l’incontro con il filosofo Kohei Saito (nella foto)  , una delle voci più influenti del dibattito contemporaneo sul rapporto tra capitalismo e ambiente, preceduto dalla proiezione di Yanuni , co-prodotto da Leonardo DiCaprio e dedicato a Juma Xipaia, la leader simbolo dell’Amazzonia bra...

I MUSEI DEL 2 GIUGNO

Le presenze nei musei durante il ponte del 2 giugno confermano il primato assoluto dell' Egizio , con 24.062 visitatori da sabato 30 maggio a ieri, martedì 2 ( furono quasi 18 mila l'anno scorso, quando però il ponte era di soli tre giorni ). Seguono a distanza il Museo del Cinema con oltre 12.500 ingressi e i Musei Reali con 12.294 biglietti.  Al quarto posto la Reggia di Venaria con 11.061 visitatori paganti. Le residenze reali sabaude affidate alla Direzione regionale dei Musei Nazionali totalizzano 10.008 mila presenze così suddivise: al Castello di Racconigi 4.086 ingressi, al Castello di Agliè 2.265, a Villa della Regina 2.213, a Palazzo Carignano 944, al Castello di Moncalieri 500.  La Fondazione Torino Musei ha registrato 9.306 ingressi in quattro giorni, di cui 2.029 alla Gam , 3.628 a Palazzo Madama e 3.649 al Mao (ormai in pieno decollo). Infine, al Mauto i visitatori sono stati 5.265, più i 549 visitatori del Centro Storico Fiat .

CHI BANFA E CHI PAGA

Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line: «Grazie all’impegno congiunto tra Regione Piemonte e Fondazione Crt, tutti i proget ti idonei nelle graduatorie dei bandi triennali della cultura saranno finanziati sia nel 2026 che nel 2027», annunciava trionfalmente l'altro giorno l'ufficio stampa dell'assessora Chiarelli . Sai che notizia, penserete voi: 'sti fenomeni ci dicono che daranno i soldi promessi a tutti quelli che hanno dimostrato di averne diritto. E allora? Che c'è di straordinario? Di straordinario, in effetti, in un mondo normale non ci sarebbe un bel niente. Qui da noi, però, succede che un centinaio di realtà culturali partecipano al bando regionale con progetti che risultano idonei al finanziamento e dunque li realizzano anticipando di tasca propria le spese, convinti che poi arriverà il contributo della Regione: che invece non arriva, la Regione ha calcolato male, non ci sono soldi per tutti, arrangiatevi.  Trattandosi di bando triennale, la p...

GLI SPONSOR SECONDO CHATRIAN

Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line «E tu che faresti per trovare gli sponsor di CinemAmbiente?», mi domanda il direttore del Museo del Cinema Carlo Chatrian ( foto ) mentre aspettiamo che s'inizi la presentazione alla stampa del CinemAmbiente medesimo. Chatrian evidentemente ha letto l'articolo dell'altro ieri sul Corriere ( e a questo link sul blog ), laddove rilevavo (con una certa preoccupazione, lo ammetto) che le entrate da sponsorizzazioni di quel festival sono vistosamente diminuite dopo la scomparsa del fondatore Gaetano Capizzi nel 2023. Capizzi riusciva a portare a casa, in genere, ben oltre centomila euro. Dopo di lui, quegli introiti sono precipitati a 87 mila euro nel 2024, e a 78.500 nel 2025. Per quest'anno ne sono previsti a bilancio 62 mila, con tre soli sponsor: Asja, sempre fedele, e le due partecipate comunali Iren e Smat. Più Fiat che mette a disposizione alcune vetture elettriche e il partner tecnico Rippotai. Chatrian con la sua do...

CONTI DEL MUSEO, CONTI DEI FESTIVAL: IL CINEMA A BILANCIO

Uscito sabato sul Corriere e non disponibile on line: Amo i bilanci. A differenza della comunicazione istituzionale, per sua natura giubilante e trionfalista, i bilanci sono sinceri, dicono come davvero stanno le cose – sennò si rischia la galera... - e lo dicono con la forza dei numeri, che puoi interpretare, ma quelli sono: una solida base per l'interpretazione. Faccio un esempio: lo scorso dicembre, in chiusura del Torino Film Festival, gli uffici stampa avevano dichiarato un incasso alla biglietteria di 152 mila euro : crescita impetuosa rispetto al 2024, quando nel bilancio consuntivo per il primo Tff diretto da Giulio Base risultava un incasso di 128 mila euro; ma anche rispetto ai quasi 134 mila euro dell'edizione del 2023 diretta da Steve Della Casa. L'incasso putativo di 152 mila euro consentì all'epoca di esultare per le magnifiche sorti e progressive del «nuovo» Tff, sorvolando sul fatto che trattavasi di cifra al lordo di Siae e Iva, mentre nei bilanci si in...

IL RACCONTO DEL SALONE DA RECORD

La trentottesima edizione del Salone del Libro, che si è chiusa ieri, ha stabilito il nuovo record di presenze, con 254.000 visitatori ( furono 231 mila nel 2025 ) tra i padiglioni 1, 2, 3, 4, il nuovo padiglione 5, l’Oval, il Centro Congressi, la Pista 500, il Centro Commerciale Lingotto e Uci Cinemas. Per la prima volta l’affluenza del giovedì ha superato le 40.000 presenze, quella del venerdì le 50.000 e quella del sabato le 70.000. La partecipazione delle scuole ha raggiunto 34.500 presenze tra studenti e accompagnatori, con un aumento del 25% rispetto alla precedente edizione. Ieri, durante la conferenza di chiusura, è stata annunciata la letteratura catalana Ospite d’Onore al Salone del Libro 2027 e il Lazio Regione Ospite d’Onore del Salone del Libro 2027. La prossima edizione si terrà dal 13 al 17 maggio 2027.  Anche quest'anno il mio Salone l'ho raccontato sul Corriere: per chi fosse ancora interessato (e per mio personale pro-memoria) riporto qui i link degli articoli...

OLTRE 19 MILA PRESENZE AL JAZZ FESTIVAL

Gli organizzatori del Torino Jazz Festival comunicano che la quattordicesima edizione, con 101 appuntamenti complessivi, 81 concerti, 72 luoghi coinvolti e 297 musicisti, ha totalizzato 19.176 spettatori, pari a oltre il 90% delle capienze disponibili, con un leggero aumento rispetto alla scorsa edizione. L’affluenza agli spettacoli principali è stata di oltre 10.000 spettatori e più di 4.000 presenze ai concerti nei club coinvolti. Accanto alla programmazione concertistica, Jazz Talk, Jazz Cinema e Jazz Special hanno richiamato, scrive l'organizzazione, più di 3.000 persone. Per i Jazz Blitz, con 29 appuntamenti diffusi nei luoghi di assistenza, accoglienza e incontro, vengono dichiarate oltre 1.000 persone.