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Visualizzazione dei post da ottobre 12, 2025

CERCANDO IL TOCCO DI SERGIO

Ripubblico l'articolo uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line. Si può replicare un capolavoro? Un dipinto di Monet, una sinfonia di Beethoven, una rovesciata di Ronaldo sarebbero possibili senza Monet, Beethoven, Ronaldo? Ci riflettevo ieri sera, durante il consueto rito di presentazione di C2C: lì tutto sembrava come prima, ma niente era come prima. Stavolta, al timone dell'edizione 2025, non c'è Sergio Ricciardone. Se n'è andato troppo presto, lo scorso marzo, Sergio : lui che nel 2002, insieme con altri due amici-deejay, s'era inventato Club to Club, una piccola serata «itinerante» nei locali dei Murazzi; piccola ma destinata a crescere fino a diventare un evento internazionale con un conto economico da oltre due milioni e mezzo di euro; un successo di pubblico e di critica; un festival orgogliosamente indipendente e incoronato dalla stampa specializzata internazionale come «il non plus ultra dell'eclettismo musicale avant-pop». Questo è C2C, lo sc...

UN ALTRO ANNO PER BIINO AL CIRCOLO

Come ampiamente previsto , Giulio Biino ( foto ) è confermato alla presidenza del Circolo dei Lettori per un altro anno. L a nomina è stata deliberata oggi dalla giunta regionale. Non si tratta di un prolungamento del precedente mandato triennale, bensì di un nuovo mandato escogitato per superare l'impasse creatasi con la mancata partecipazione di Biino (forse per un malinteso, o per banale dimenticanza) al primo avviso che prevedeva il consueto incarico triennale. Insomma, Cirio voleva confermare Biino alla presidenza, e a furia di provarci ce l'ha fatta. Giusto oggi ha firmato la nomina. Ora, la domanda sorge spontanea: convenuto - perché ne convengo - che Biino è stato un buon presidente, e che la sua esperienza notarile sarà preziosa nei prossimi step (la modifica dello Statuto e l'ingresso del ministero della Cultura, operazione quest'ultima a cui Cirio tiene molto e di cui Biino è il primo sostenitore), e che quindi non c'era motivo per non confermarlo, perch...

IL NUOVO STATUTO DEL POLO

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la revisione dello statuto della Fondazione Polo del 900, frutto del lavoro congiunto con gli altri gli altri enti fondatori, il Comune di Torino e la Compagnia di San Paolo, sancendo il riconoscimento ufficiale dell'ente come Istituto della cultura e prorogandone la durata fino al 2075. La revisione era necessaria innanzitutto poiché la Fondazione stessa è in scadenza il 31 dicembre 2025. Grazie a questa modifica, il Polo del ‘900 potrà accreditarsi presso il ministero della Cultura, accedendo in modo diretto ai relativi bandi di finanziamento e riconoscendo la propria funzione istituzionale come presidio culturale permanente. Inoltre, la possibilità di avere un patrimonio proprio conferisce all’ente una nuova autonomia gestionale e operativa. Tra le altre novità figurano l’esclusione della figura del direttore dagli organi della Fondazione, in quanto si tratta di figura gestionale nominata con procedura a evidenza pubblica dal Cda...

PLEUTERI DIRETTORE JUNIOR ALLO STABILE

Ricevo e volentieri pubblico Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Teatro Stabile di Torino, riunitosi in data odierna, in ottemperanza a quanto richiesto dal D.M. n. 463 del 23 dicembre 2024 ha nominato Diego Pleuteri (foto) nel ruolo di direttore artistico junior. Questa nuova figura, introdotta nello statuto della Fondazione, affiancherà il direttore artistico Valerio Binasco nello sviluppo di quella parte di programmazione dedicata alla ricerca di nuovi artisti nazionali e internazionali e nuovi spettacoli da proporre al pubblico, con una particolare attenzione ai talenti emergenti e ai nuovi linguaggi delle arti performative, favorendo così il ricambio generazionale.Diego Pleuteri, classe 1998, è autore, dramaturg, attore e, dal 2025, drammaturgo residente del Teatro Stabile di Torino. Con la sua nomina si completa il vertice direttivo, fino ad ora composto dal direttore generale Filippo Fonsatti e dal direttore artistico Valerio Binasco. Dopo aver frequentato il C...

NESPOLO SENZA FILTRI

«... Io amo questa città che mi ha dato tanto: ma secondo me oggi Torino ha un problema serio. È convinta di essere il caput mundi della cultura, dell'arte in particolare. Perché? Perché ci sono stati alcuni fenomeni, in primis l'Arte povera, esaltati come se fossero il cardine della cultura mondiale. La cosa non è vera. A Torino oggi l'arte ha soltanto certe isole di protezione, di piccoli interessi... E tutti convinti che facendosi i fatti loro hanno portato a Torino una cultura pazzesca, Torino capitale mondiale di che cosa non si sa. Certo, Torino ha avuto un ruolo importante negli anni Cinquanta e Sessanta. Ma oggi...». Oggi Torino si proclama capitale dell'arte contemporanea, abbiamo un sacco di musei e fondazioni di arte contemporanea, però visitatori pochi. «E poi dicono che la gente non è preparata. Ma non siete lì apposta per preparare la gente? Fate conferenze, fate cose interessanti, che la gente venga e parli. Non siate dei clan chiusi. Il 90% degli artisti...