Passa ai contenuti principali

FALETTI NUDO E CRUDO

Faletti saluta il pubblico dopo lo show
Ieri sera mi sono spinto fin nella lontana Borgaro istigato dalla curiosità di spiare il nuovo spettacolo di Giorgio Faletti. Quest'anno va così, fa figo spiare gli amici. Ora, il Falettone lo conoscete: è come Torino, non sta mai fermo. Al vertice della gloria letteraria, gli è tornata la voglia di cantare, e di scrivere canzoni. E soprattutto di tornare sul palco. Lo spiega lui, così, al pubblico che riempie lo strano "teatro" (in realtà la sala congressi dell'Hotel Atlantic di Borgaro, che da questa stagione ospita anche un cartellone di musica e prosa): "Mi siete mancati. Ho sentito il bisogno di percorrere di nuovo questi pochi metri che separano il camerino dal palco e che, percorrendoli, trasformano una persona qualunque, come me, in un artista". Lo spettacolo - che in questa nuova versione si intitola "Nudo e crudo" e nasce dal disco-libro "Da quando a ora", dove Faletti ha raccolto le sue nuove canzoni e una serie di racconti sul filo della memoria - l'avevo già visto ad Asti la stagione passata: in pompa magna, con un bel gruppo ad accompagnare Faletti dal vivo. Versione sontuosa ma, considerati i tempi duri, antieconomica: quindi, il realista Faletti ha fatto di necessità virtù e s'è inventato un one man show dove le basi registrate (ottimamente) rimpiazzano i musicisti, e dove lui è libero di improvvisare a ruota libera, intervallando le canzoni con aneddoti, storielle, battute, divagazioni. Il risultato è davvero divertente, due ore passano senza che ve ne accorgiate: a condizione, beninteso, che in sala non faccia troppo caldo: ieri all'Atlantic sudavamo tutti come orsi, e sotto le luci della ribalta il povero Faletti boccheggiava, annunciando un suo imminente passaggio alla categoria arrosti con aglio e rosmarino. Ha dovuto persino rinunciare a uno dei pochissimi arredi di scena, cioé il cappello: "Mi bolliva la testa", si è scusato alla fine dello spettacolo, quando gli ho fatto notare che senza cappello ha meno sex appeal.
Comunque, vi dicevo dello spettacolo: le canzoni sono belle davvero, Faletti ha personalità musicale (anche se risente di confessati influssi vecchioniani e degregoriani) e capacità narrative straordinarie - e ci mancherebbe, trattandosi del narratore italiano più tradotto nel mondo...
A farla breve, mi sono divertito. E pure commosso, quando il maturo giovanotto ha dedicato all'amico - e compagno di avventure cabarettistiche - Andrea Brambilla, in arte commissario Zuzzurro, "The show must go on", canzone splendida nella versione intimista di Faletti, che riscatta l'enfatica interpretazione di Milva al Festival di Sanremo.
tto bene, a parte il titolo: "Nudo e crudo" sarebbe perfetto, non fosse che la regia è di Massimo Cotto. E non è un'altra gag. "Solo un idiota poteva non accorgersene - ammette Faletti. - Quindi Massimo e io non ce ne siamo accorti".
A fine spettacolo ci siamo bevuti una birretta, Giorgio, Massimo e io, più mogli (loro) e amici (di tutti), accomodandoci sulle sedie della platea: al piano di sopra c'era un elegante bar, ma era occupato da un matrimonio rumeno, e ci pareva brutto imbucarci. Però le birre erano ghiacciate. E siamo stati tutti molto felici.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...