A "Che Tempo Che Fa" Luciana Littizzetto ha raccontato i magici
scontrini di Cota, l'Uomo dei Cinque Pasti e con il dono dell'ubiquità.
Sapete, gli scontrini con cui Cota pare - e dico pare - si facesse rimborsare con soldi nostri gli
affaracci suoi.
Lui, e altri 42 componenti* (anzi, membri: la parola corretta è
"membri") del
consiglio regionale. Però, loro dicono che è un equivoco, al limite una
congiura. E ieri è arrivato a Cuneo, per solidarizzare con il
suo amico Cota, il geniale Matteo Salvini. Che genialmente ha dichiarato
stasera al Tgr: "Tutto il bene che la Lega ha fatto in Piemonte non può
essere
messo in discussione da due scontrini". Ehm, sor Salvini, sarebbero
alcune centinaia di scontrini... Forse alcune migliaia... Fossero due,
stia certo che nessuno
pianterebbe 'sto canaio. Siamo mica dei barboni che s'attaccano allo
scontrino del caffé...
Ma chi gliele scrive le battute, a questi?
Confesso però che nel rutilìo di miserie umane mi era sfuggito il particolare del vassoio. Luciana me l'ha
riportata alla mente. Già, il vassoio. Un vassoio d'argento - dal costo imprecisato: le fonti variano da 380 a 4 mila euro -
che Co(s)ta regalò all'assessore alla Cultura Michele Coppola in occasione del suo matrimonio, celebrato il 12 dicembre 2010 (servizio fotografico in esclusiva per "Chi"). Ebbene, L'Uomo Che Non Ce La Fa A Vivere Con Lo Stipendio Da Presidente Della Regione Piemonte
s'è messo in nota spese pure quello. Proprio perché non ce la fa a
vivere con lo stipendio della Regione. E ha spiegato che il realtà del regalo s'è occupata la segretaria (sempre quella sventatella di Michela, la figlia di Carossa!) e
che lui ha "pensato di fare un regalo di rappresentanza come uomo
politico". Rappresentanza? Uomo politico? Ma dove? Adesso a noi
contribuenti ci tocca di fare il regalo a tutti i politici che si
sposano, figliano o fanno la prima comunione? E poi cos'altro? Passiamo la mattina a pulirgli il bagno?
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Roberto Cota e la Quaglia posano con Coppola nel dì delle nozze assessorili |
Allora, Cota, sgrana gli occhioni da cerbiatto e proviamo a parlare da uomo a Uomo Che Non Ce La Fa A Vivere Con Lo Stipendio Da Presidente Della Regione Piemonte . Posso capire
che non ce la fai a vivere con lo stipendio da presidente della Regione
Piemonte (una miseria, lo so, appena 12 mila euro al mese); e che
dunque sei costretto, per non morire di fame, a ingozzarti di patatine
M&M cynar caffé cappuccini oltre ai soliti cinque pasti al giorni in
località lontanissime; e a farti rimborsare con denaro pubblico
patatine M&M cynar caffé cappuccini oltre ai soliti cinque pasti al
giorni in località lontanissime, perché in effetti uno con 12 mila euro
al mese (non c'è limite alle sofferenze che lo Stato
infligge ai suoi eroici servitori) mica ci sta dentro, se deve pure pagarsi patatine M&M cynar
caffé cappuccini oltre ai soliti cinque pasti al giorni in località
lontanissime. E le Pall Mall. Non dimentichiamo le Pall Mall.
Dunque:
il povero Co(s)sta - ridotto agli stenti dalla congiura
di magistrati br comunisti vaticano massoneria servizi deviati cia
mossad dame vincenziane ymca marina degli stati uniti circolo del whist
nasa illuminati arcibocce rosacroce clubditopolino templari e pompieri
di viggiù - è costretto a
farsi rimborsare patatine M&M eccetera eccetera per non morire di
fame. E qui io sarei pure disposto a una certa tolleranza. E' anche una
questione di stile, insomma. E' già abbastanza umiliante avere un
presidente che se ne va in giro con cravatte di quel verde assurdo.
Vorrete mica che ci finisca sui giornali in coda alla Caritas per una
scodella di zuppa? L'istituzione va rispettata, e deve avere un
contegno anche formale. Ergo posso persino sopportare che si faccia
rimborsare i conti di Olympic. Ci manca ancora che il presidente del
Piemonte se ne vada in giro con le pezze al culo. Meglio un abito di
buon taglio. Certo, però, che rovinare una giacca di Olympic con una
cravatta verde pisello...
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Roberto Cota con la cravatta di Lanterna Verde |
Ad ogni modo. Capisco
la miseria, e sono
solidale con Roberto Co(s)ta nella sua dura lotta per la sopravvivenza.
Ma non mi spiego il regalo a Coppola. Voglio dire: fosse un regalo a
un capo di Stato straniero, ci sta tutto. Foss'anche un regalo al
presidente di un'altra Regione, ci può stare. Ma un regalo a un proprio
assessore, anzi, di più, un amico? Quello mica è un atto di
rappresentanza dovuto. Un regalo di nozze a un amico è un gesto
affettuoso, di cui ciascuno si fa carico personalmente. Lo paga di tasca
sua, e non lo fa scegliere dalla segretaria. E' una cafonata abissale,
far scegliere i regali per gli amici dalla segretaria. Un regalo a
un amico significa dirgli "ecco, ti voglio bene, e te lo dimostro
scegliendo un dono che possa renderti felice, e lo acquisto
spendendo per te del denaro che altrimenti avrei speso per me. Rinuncio a
qualcosa io, per far felice te". Questo è un regalo. Dunque, segretaria
a parte, non è
tecnicamente possibile mettere un regalo di nozze in nota spese. A meno
di essere peggio che disonesti. A meno di essere cafoni. Ovvero
gente che parla forte, rutta, sbaglia le cravatte e, per l'appunto,
ricicla i regali o li mette in nota spese.
Se Roberto Cota ha messo in nota spese il regalo di matrimonio di Coppola, i
cittadini piemontesi avrebbero di che dolersene: loro mica sono
amici di Coppola, e pertanto non dovevano fargli un regalo di
matrimonio. Non la metto sul personale, perché io sono amico di Coppola,
ed essendo povero non gli ho fatto il regalo di matrimonio, e dunque
l'idea di regalargli tutti insieme noi piemontesi, anche con i soldi
miei, un bel vassoio, in fondo può anche starmi bene. Però non credo che
sarebbero d'accordo gli altri quattro milioni di piemontesi che non
sono amici di Coppola. E poi, in ogni caso, avrei gradito che ci fosse
pure il mio nome sul bigliettino. Sospetto invece che Cota abbia firmato
solo lui.
E ad ogni modo,
nell'attesa che la giustizia faccia il
suo corso, al posto di Coppola io quel vassoio glielo restituirei, a
Cota. E mi sentirei anche un po' offeso, se - come dichiara - lo ha
fatto scegliere alla segretaria e se l'è messo in nota spese. Un po'
offeso? Offeso. Offesissimo. Mi incazzerei, se fossi
Coppola. Ma come? Quello lì viene, si ingozza al buffet di Stratta (io
non c'ero, non avendo
fatto il regalo, ma immagino che uno che si fucila cinque pasti al
giorno sia uno tsunami dei buffet), e il regalo se lo fa pagare da quei
quattro milioni di disgraziati? Ma ti pare?
Così, stasera ho mandato un
messaggino a Coppola per domandargli se avrebbe restituito il regalo di
Co(s)ta. Data l'ora, non gli ho telefonato (non sono un cafone, io),
gli ho mandato il messaggino. Sono le undici e non mi ha risposto. A quest'ora dormirà già. Domattina lo chiamo. Poi vi
dico.
*
Per completezza d'informazione, ecco l'elenco degli altri 42
consiglieri regionali coinvolti nell'inchiesta (preciso: coinvolti,
senza dare per scontata la fondatezza delle accuse):
alla fine ti ha risposto Michele?
RispondiEliminahttp://gabosutorino.blogspot.it/2013/12/coppola-tra-incudine-e-martello.html
RispondiEliminaGrazie. Si dice che anche Salomè, qualche giunta regionale fa, ricevette in dono un vassoio d'argento. Lei lo usò però, lo usò eccome...!
RispondiEliminaPerò Erode Antipa il vassoio se l'era pagato con i soldi suoi... E amava Salomé. Altra gente, altro stile.
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