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L'INDECENZA SECONDO BUONANNO

Gianluca Buonanno: "Sospendere la Littizzetto"

Gianluca Buonanno in un espressivo fotoritratto
Contro la Littizzetto, rea di lesa governatorialità, la Lega cala il suo asso. Scende in campo il mitico vice capogruppo alla Camera Gianluca Buonanno. Quello, per intenderci, che pronunciò l'immortale sillogismo: "Esiste il Grana Padano, quindi esiste la Padania". Un filosofo, benché nella sua scheda di Wikipedia (lettura amenissima) alla voce professione stia scritto "politico".  Noto anche come L'Uomo con un Finocchio nella Borsa (esibì l'allusivo ortaggio durante una seduta della Camera per sbeffeggiare un deputato di Sel dichiaratamente gay), il ragionier Buonanno afferma che nel suo monologo a "Che Tempo Che Fa" la Littizzetto ha attaccato "in maniera indecente il governatore del Piemonte, Roberto Cota". Indecenza per indecenza, chiunque abbia frequentato ambienti diversi dal salotto televisivo di Barbara D'Urso (RPT Barbara D'Urso!) converrà che neanche fare i regali di nozze coi soldi degli altri è tanto decente.
Il sor Buonanno ha anche sostenuto che "non è tollerabile che la Littizzetto continui a fare politica in maniera faziosa con i soldi pubblici". O sarà tollerabile che Cota con i soldi pubblici si ingozzi di patatine fritte? Ad ogni modo, il Buonanno dice che la Littizzetto guadagna "milioni di euro che in tempo di crisi potrebbero essere utilizzati a sostegno delle famiglie o degli imprenditori che, per la vergogna di non poter pagare stipendi e tasse, si ammazzano. La Rai la sospenda se vuol recuperare un minimo di credibilità e non si sogni di affidarle un qualsiasi ruolo nel festival di Sanremo". Be', se Buonanno ha tanto a cuore gli indigenti, potrebbe raccomandare ai suoi compari di bersi meno cynar, e lasciare quei soldi ai contribuenti. Insieme con quelli che si è fumato il suo Senatur con prole annessa. Con una piccola differenza: tanti o pochi che siano, la Littizzetto i soldi se li guadagna lavorando.






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