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Sullo schermo, i volti e le testimonianze dei lampedusani e dei migranti |
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Roy Paci e Ambra Angiolini |
Solo tre fotografie per fissare nel blog le emozioni
"Sciabica", il reading di ieri al
Circolo dei Lettori. Uno spettacolo toccante e insieme avvilente. A due mesi esatti dalla tragedia di Lampedusa, Roy Paci, Ambra Angiolini e Vincenzo Pirrotta hanno letto le testimonianze dei sopravvissuti e dei lampedusani che li hanno salvati e accolti; e Domenico Quirico ha raccontato gli orrori della tratta dei nuovi schiavi, rapiti, comprati, venduti, derubati, violentati nella loro fuga dagli inferni d'Africa verso il Mediterraneo; e poi mandati a morire sui barconi. E per chi si salva, per quelli che riescono a raggiungere l'Italia - dalla quale ovviamente vogliono andarsene al più presto, per raggiungere l'Europa vera - sono pronte altre umiliazioni, altre prigionie. Altri sfruttamenti e altre indifferenze. Incontrano ciò che Quirico ha definito "la paura e la resistenza a trasformare i numeri in esseri umani".
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Domenico Quirico con la direttrice del Circolo, Antonella Parigi |
La morale della serata: gli italiani saranno pure brava gente, ma l'ordinamento italiano è indegno. E difatti la condanna più definitiva e agghiacciante è nella lettera di uno degli scampati di Lampedusa, che è riuscito a raggiungere la Norvegia. E dalla Norvegia - dove ha trovato diritti e rispetto - scrive: "Qui sto diventando un uomo libero". Lì. In un paese civile, dove un uomo in fuga dall'orrore e dal supruso può diventare un uomo libero. In Norvegia. In Italia no.
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