Passa ai contenuti principali

COPPOLA E CASSIANI TIRANO FUORI I COGLIONI

Michele Coppola e Luca Cassiani: una stretta di mano alla Reggia di Venaria. Semplice cordialità o patto per la cultura?
Guardate bene questa fotografia. Si vedono due giovani uomini sorridenti, evidentemente affettuosi nonostante le diversità antropologiche (uno è alto e biondo, l'altro bassotto e nero: che avevate capito?). Però, come avrete notato, i due giovanotti sono Michele Coppola, assessore alla Cultura entrato nella giunta Cota in quota Pdl e ora uscente in quota Ncd, intenzionato a ricandidarsi - sempre in area centrodestra - alle prossime elezioni regionali; e Luca Cassiani, consigliere comunale pd, presidente della Commissione cultura, e tentato di candidarsi con Chiamparino alle prossime elezioni regionali. Sulla carta, avversari. Però tra i due pare sia sbocciata una corrispondenza d'amorosi sensi, cementata dal condiviso impegno per sostenere la cultura in un momento difficile. Stamattina li ho avvistatii alla presentazione della mostra alla Venaria. Parlottavano. Mi sono avvicinato mentre Cassiani diceva a Coppola: "Bisogna tirare fuori i coglioni". Ho indagato, e ho appreso che i coglioni in questione simboleggiano il coraggio che deve accomunare i difensori della cultura, al di là degli schieramenti. Ho proposto ai due di scattare la foto che vedete, al fine di suggellare il patto che, qualsiasi cosa possa significare, mi vanto di avere battezzato "Il patto dei coglioni". I due giovanotti sono spiritosi e sono sicuro che non mi quereleranno.
Ora, io non so se ci sia un patto. Però Coppola mi ha detto una frase che mi sono segnato: "Quelli del mondo della cultura che sono di centrosinistra e non vogliono votare per me perché sto dall'altra parte, dovrebbero almeno votare Cassiani". E viceversa, naturally. Insomma, se ho capito bene i due mi hanno prospettato una sorta di "lobby trasversale" per far vincere, una volta tanto, le ragioni della cultura, comunque vada il voto. E se non ho capito, qualcuno me la spieghi meglio.
Che cosa possa accadere in concreto, dopo il 25 maggio, Coppola e Cassiani non me l'hanno detto, e forse non lo sa nessuno. Provo a fare un po' di fantapolitica. Coppola ha discrete possibilità di rielezione con Ncd. Non tantissime: ma se il partito tiene lui dovrebbe entrare in Consiglio, e se vincerà il centrodestra non è escluso che torni alla Cultura. Cassiani, se si candida, non ha garanzie: secondo calcoli attendibili, nel collegio Piemonte 1 il pd nel migliore dei casi avrà cinque eletti, e la concorrenza dei signori delle preferenze è spietata. Però credo che alla fine Cassiani deciderà di giocarsela. Se ce la fa, poi avrà ragionevoli speranze di venire scelto da Chiamparino come nuovo assessore alla Cultura. Ma il problema è un altro: le previsioni più sensate dicono che Chiamparino dovrebbe vincere le elezioni (seppure non a mani basse) ma poi non potrebbe governare, a causa della legge elettorale regionale che, con l'affermarsi del terzo polo grillino, gli assicurerebbe, nel migliore dei casi, una maggioranza risicatissima. Tipo un solo voto in più. In tal caso, non si può escludere che arrivi, sul modello nazionale, un appoggio da Ncd. Nessuno lo ammetterà mai, ma la logica lo dice. E sempre la logica dice che l'appoggio avrà un prezzo anche in assessorati. Questo non significa però che in tale circostanza Coppola sarebbe l'assessore alla Cultura di Chiamparino come lo è stato di Cota: c'è un limite al surrealismo persino in politica. Coppola potrebbe però avere un ruolo di giunta in un altro settore; oppure sempre nell'ambito della Cultura, magari in presidenza di Commissione. E in tale caso il tandem Coppola-Cassiani entrerebbe in azione.
Mi diverte molto questo gioco del Risiko Regionale. A questo punto, potrei aggiungere il "fattore Leo", e faremmo notte. Però il post è già troppo lungo, per essere un post. In fondo, volevo soltanto farvi vedere la foto.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...