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CONTRIBUTI ALLA CULTURA: COPPOLA FORZA I TEMPI

Questa la notizia di oggi
(ANSA) - TORINO, 5 MAR - L'assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Michele Coppola, ha chiesto un'audizione alla Commissione Cultura per sollecitare la proroga al 2014 dei criteri di assegnazione dei contributi del 2013, onde evitare ritardi o impasse. "Sarebbe davvero un danno, dopo i successi ottenuti per anticipare la finestra temporale per la richiesta dei contributi della legge 58 e aver salvaguardato il bilancio della cultura anche nel 2014" ha commentato Coppola, che su twitter ha inviato questo messaggio: "NonPerdiamoTempo #NonFermiamoLaCultura".  Coppola ha scritto al presidente della Commissione Cultura, Michele Marinello (Lega Nord), chiedendogli di convocare la Commissione, che a suo avviso lo scorso anno "ha fatto un lavoro straordinario di condivisione e di indirizzo". Il Consiglio Regionale ha recentemente anticipato al 20 febbraio la finestra temporale per rivolgere all'Assessorato le richieste di contributo sulla legge 58. "Sarebbe davvero un danno per la comunità piemontese non beneficiare pienamente di quest' opportunità - ha sottolineato -. Per questo è necessario e urgente prorogare a quest'anno i criteri stabiliti nel settembre del 2013, per consentire agli uffici l'espletamento delle istruttorie nei tempi di legge". 
Insomma, per una cosa buona che si è fatta - anticipare alla prima metà dell'anno l'assegnazione delle risorse - ecco che subito si rischia di perdere tutto. Causa il tracollo della Regione. Ma non tutto è perduto: nei prossimi giorni Marinello risponderà a Coppola. La Commissione cultura della Regione ha sempre lavorato con lodevole buon senso, sostenendo con atteggiamento bipartisan i provvedimenti utili. E' quindi possibile che già mercoledì prossimo vengano prorogati i criteri di assegnazione dei contributi, che dovranno essere poi sottoposti alla giunta per l'ok definitivo. Ed è auspicabile che in questo caso si riconosca la "indifferibilità e urgenza" del provvedimento. Se tutto dovesse slittare al dopo-voto, molte associazioni culturali rischierebbero il collasso.

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