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CATTELAN, LA MOSTRA DI MERDA E LA FILOSOFIA DI BOSKOV

 Sarah, Patrizietta e Maurizio (courtesy Silvio Salvo)
Siamo dentro a Contemporary. Il mese dell'arte contemporanea. Me ne sono accorto solo stasera, alla Fondazione Sandretto: inaugurano "Beware Wet Paint", la mostra del tempo d'Artissima. La mostra è bella, ve la consiglio.

Tre mostre in Fondazione

In verità le mostre sono tre, ci sono pure le mografiche di David Ostrowski e di Isa Genzken, ma quella importante è "Beware Wet Paint", una collettiva di artisti che danno un ruolo centrale alla pittura. Io mi sono innamorato dei lavori di Jeff Elrod, benché gli esperti mi avessero preavvertito che la vera stella è Christopher Wool. Sono il solito incompetente.
Comunque stasera alla Fondazione ho sentito finalmente quella certa atmosfera speciale del novembre torinese. Molto contemporary. Patrizietta in tubino salmone (o aragosta?) sente l'aria frizzante ed è al settimo cielo. Io avvisto due scrittori amici miei, Enrico Remmert e Fabio Geda. Di Geda ce ne sono addirittura tre, Fabio e i suoi fratelli: il fratello di Fabio è identico a Fabio, la sorella invece è molto carina.

Scopro che Cattelan mi è simpatico
La mostra Beware Wet Paint (courtesy Enrico Remmert)

Arriva la direttrice di Artissima Sarah Cosulich Canarutto, con Maurizio Cattelan al seguito. Gli invitati del vernissage sbirciano il celebre Cattelan con sabaudo riserbo. Sara ci presenta. Per un nanosecondo sono tentato di uscirmene con un "Cattelan chi?", ma  l'uomo civilizzato ha la meglio.
Tanto più che  lui mi sembra un tipo a posto. Gli domando di "Shit and Die", la mostra che sta allestendo per Artissima a Palazzo Cavour. "Lo dice il nome, è una mostra di merda", scherza. Ok, non sarà un battutone, però è un modo di fare che mi piace. "Non c'è molto da dire, in verità - aggiunge senza che lo solleciti. - Come descrivi una mostra? Ci sono dei muri e dei quadri sui muri. Se racconti di più, la gente non viene a vederla". Gli domando se sono a buon punto con l'allestimento. Sara sospira: "Siamo in ritardo. Però Maurizio sta facendo un lavorone, non ti immagini quant'è minuzioso, cura ogni particolare. Persino le lampadine". "L'illuminazione è tutto", precisa lui. Credo che stiano recitando una loro personale commedia. Però Sara sembra davvero un po' in ansia. "Adesso siamo convinti che non finiremo in tempo - la tranquillizza lui. - Ma andrà come sempre, il 5 la mostra sarà pronta". "Era così anche al giornale - aggiungo io. - Ogni sera pensavo che ce l'avremmo fatta a finire, poi per qualche inspiegato miracolo il giornale usciva". Cattelan annuisce. "La mostra è pronta quando è pronta", conferma. "E' gol quando arbitro fischia", chioso io. Questa non la sapeva. Resisto alla tentazione di attribuirmela per fare lo splendido con Cattelan, e gli confesso che il copyright è del grande Boskov. Lui sembra sinceramente colpito. "E' gol quando arbitro fischia... - ripete. - Perfetta". "Scriviamola su una parete della Fondazione Sandretto, sarà un'installazione fantastica", suggerisco. Lui ha l'aria di pensarci. E solo adesso scopro che ne ho combinata un'altra delle mie. Mi corregge infatti su Fb l'esperto Roberto Pavanello: "Ma la frase è 'Rigore è quando arbitro fischia'. Adesso Cattelan farà una parete con una citazione sbagliata per colpa tua. A sto punto regalagli anche 'Gullit è come cervo che esce di foresta'".
Vabbé, il calcio proprio non mi dice bene. 
Con Cattelan chiacchieriamo ancora un po'. E insomma, tutti dicono che è un tipo difficile, ma a me pare un simpatico cazzaro molto alla mano. Fa le smorfie nelle foto ricordo con Sarah e Patrizietta. Fra tutti i presenti, direi che è il meno convinto di essere uno importante. Quando lui e Sara annunciano che vanno a buttare un occhio al vernissage di Alis e Fillol al Museo Fico, e salutano la compagnia, sono un po' dispiaciuto. Sono divertenti, la direttrice di Artissima e il celebre Cattelan.

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