Passa ai contenuti principali

REGIO: ARRIBA EL SEÑOR FACIO. CON IL CASCO BLU

Nella foto, il nuovo direttore artistico Fournier-Facio mentre raggiunge il Regio dall'aeroporto di Caselle
Oggi è il gran giorno. Al Teatro Regio si appalesa il nuovo direttore artistico. Direttamente dal natìo Costa Rica arriva in visita in piazza Castello Gastòn Fournier-Facio, chiamato a ricoprire il ruolo - da molti anni inesistente al Regio - nel quadro del cosiddetto "accordo di pace" tra il sovrintendente Vergnano e il direttore musicale Noseda. Accordo imposto da Fassino con l'unico scopo di trattenere Noseda - il quale peraltro, a quanto ci risulta, non aveva in realtà nessuna intenzione di andarsene: non risulta infatti che avesse ricevuto offerte alternative.
Fournier-Facio è uno stimato professionista, con un eccellente curriculum. Ma dubito fortemente che vorrà immischiarsi più di tanto nella guerra che (le dichiarazioni pubbliche sono chiacchiere di facciata) continua a covare sotto le ceneri dell'ente lirico torinese. Noseda, che per mesi ha attaccato pubblicamente Vergnano, alla fine della piazzata ha ottenuto ciò che pretendeva, cioé un direttore artistico. Rabbonire Noseda è stato fin dall'inizio della crisi l'obiettivo di Fassino, che ha voluto ad ogni costo trattenere il direttore d'orchestra, nonostante molti gli avessero rivelato che al mondo ci sono più direttori d'orchestra che teatri lirici. Vergnano ha però salvato la faccia, perché Fournier-Facio è una soluzione di compromesso: non è stato indicato da Noseda, bensì scelto da Fassino e accettato da entrambi i contendenti. Insomma, a prescindere dalle indiscutibili qualità professionali di Fournier-Facio, il suo stipendio (che non dovrebbe superare quello di sovrintendente) ha principalmente la funzione dei caschi blu dell'Onu. Fare da cuscinetto tra i belligeranti Vergnano e Noseda. L'assurda pantomima ha infatti lasciato segni profondi: al Regio tira una bruttissima aria, con un'evidente spaccatura fra il clan Noseda e i fedeli di Vergnano.
Oggi Fournier-Facio incontrerà Vergnano e Noseda, per discutere dei progetti per il Regio. Se è un uomo intelligente - e tutto induce a ritenere che lo sia - starà sulle generali, non metterà becco e lascerà che i due continuino (spero silenziosamente) a scannarsi. In fondo lo hanno ingaggiato soltanto come direttore artistico. Se volevano una vera missione di peacekeeping, dovevano chiamare i veri caschi blu dell'Onu. Il Costa Rica non ha più l'esercito fin dal 1949.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...