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ANCHE QUEST'ANNO NON ARRIVANO GLI UNNI

Tutti pronti, arriva la nuova assessora
Ammetto che, sul versante della cultura, la prima mossa di madamin Appendino - la nomina dell'assessore - mi ha favorevolmente impressionato. 
Cioé, non mi è garbato lo stiracchiamento della decisione: ecchecavolo, se mi dici che gli assessori li annuncerai tutti prima del voto, allora devi annunciarli davvero prima del voto, tutti; sennò stabilisci un nuovo record, quello della promessa elettorale non mantenuta ancor prima di essere eletta.
E poi mi ha fatto ridere la pantomima della mancata nomina di Eleni Vassilika: ma dai, una secchiona come te scopre soltanto all'ultimo momento che la signora non può fare l'assessore perché non ha la residenza a Torino da prima delle elezioni? Ammetterai che neanche Groucho Marx.

Il Fattore K

Però, proprio in quest'incidente di percorso scorgo l'impronta del Fattore K. Quel pizzico di fortuna che aiuta chi ce l'ha. E ciò è di buon auspicio per la città, oltre che per Wonder Chiara. Voglio dire: indipendentemente dalle qualità della Vassilika (che non conosco abbastanza per giudicare), piazzarla all'assessorato alla Cultura significava mandare un segnale di guerra di sterminio contro gli attuali assetti, sparando la prima cannonata proprio contro il Museo Egizio, una delle istituzioni culturali cittadine di maggior successo. L'uscita di Vassilika dalla direzione dell'Egizio, a fine mandato ma fra molti dissapori, fu piuttosto rude: se la memoria non m'inganna, c'è ancora una causa in corso.

Niente soviet, siamo torinesi

Invece, la scelta definitiva di Chiara Appendino mi sembra di tutt'altro segno. La donna che succederà a Braccialarghe non è certo una underdog, un'esclusa dal sistema, affamata di rivincite e illuminata da rivoluzionarie brame di autodafè. Splendida cinquantenne, da dodici anni siede con concreti e visibili risultati al vertice di Torino Città Capitale Europea, agenzia strategica per la nostra promozione internazionale. Ha creato e fatto crescere l'Abbonamento Musei, uno strumento geniale per la diffusione della cultura, e migliaia di torinesi che affollano i nostri musei le sono grati, pur senza conoscerla. Ha un curriculum impeccabile, con laurea alla Sapienza ed esperienze lavorative di prestigio. Nasce bene, da una famiglia di alto profilo intellettuale (il padre Paolo, di recente scomparso, era un famoso economista), sa gestire i rapporti istituzionali e quelli con i privati, conosce il tessuto culturale della città, ha interessi variegati. E' appassionata di nuoto che pratica a livello agonistico-amatoriale. What else?
A quanto parte, l'arrivo delle orde unne è rinviato a data da destinarsi. Le fontane di piazza Cln non diventeranno abbeveratoi per i cavalli dei barbari. Anche il messaggio di madamin Appendino sembra chiaro (non mi stancherò mai del calembour...): niente soviet, siamo torinesi.

Persone ammodo, meglio per tutti

A me la nuova signora della cultura torinese è simpatica, e la stimo. Ciò non significa che le risparmierò qualcosa, ma mi conforta la prospettiva di aver a che fare per cinque anni con una persona ammodo - come peraltro era Braccialarghe.
E già che siamo al passaggio di consegne, a Braccialarghe voglio qui riconoscere l'onore delle armi: avendolo tormentato a lungo e senza pietà, ci tengo a dichiarare che si è sempre comportato da gran signore. Nell'assoluto rispetto dei reciproci ruoli, e nelle frequenti differenze di vedute, è stato un bel confronto. E in ogni momento ho apprezzato in lui un'intelligenza e un'umanità che ricorderò sempre con ammirazione.
P.S. Dite che non ho scritto il nome del nuovo assessore alla Cultura? Vabbé, spoilerare fino a questo punto, no. Non sta bene.
Però adesso che l'hanno scritto anche su un giornale in line, lo scrivo come se non ci fosse un domani: Francesca Leon.
Dal che la foto del film "Leon" nel post di ieri sera, e quella della Seat Leon in questo. Ebbene sì, mi piacciono gli indovinelli. 

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